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Ict e Media: flessione del 5%. Il settore paga la crisi

Secondo il rapporto Iem sull’industria della comunicazione fra i segmenti più in difficoltà c’è l’informatica: in un anno crollo del 9,9%

17 Dic 2009

Nel 2008 l’industria della comunicazione in Italia è cresciuta
solo dello 0,2%, raggiungendo i 101,8 miliardi di euro. A fine 2009
la flessione  dovrebbe essere di circa il 5%. È la fotografia
scattata dal 12° rapporto Iem sull’industria della comunicazione
in Italia redatto dalla Fondazione Rosselli.
“Di questi 101,8 miliardi, 64,5 sono raccolti dall’Ict (+0,1%
rispetto al 2007) – precisa il rapporto -. I mezzi a contenuto
editoriale, che sono stati il segmento più vitale degli ultimi
anni, mostrano per la prima volta una battuta di arresto,
fermandosi a 24,4 miliardi (-0,3%). Di questi, la componente spesa
diretta dei consumatori è però continuata a crescere (+0,2% a
14,4 miliardi), anche se i ricavi pubblicitari sono scesi
dell’1,2%”. In questo contesto a tenere sono i mezzi ad
esclusivo contenuto pubblicitario (annuari, affissioni) che
ottengono un +1,4% a 13,3 miliardi.

A uscire "vincente" dal 2008 è, invece, il mercato dei
videogiochi salito del 21% rispetto al 2007, raggiungendo quota
1.263 milioni. Positivo anche il trend della Tv: +3,6% a 8.816
milioni.

“I mezzi con l’andamento più negativo sono quelli che sono
stati penalizzati dalla maggiore disponibilità di contenuti
online: musica registrata (-16,9%), home video (-17,1%) e i
quotidiani (-7,6%) – si legge nel report -. Per la musica si tratta
dell’ottavo anno consecutivo di decremento, per l’home video
del quinto”.

E non sono rosee nemmeno le previsioni per la chiusura 2009. La
Fondazione Rosselli stima che l’industria delle comunicazione
perderà ancora il 4,9%.

Tra i segmenti “in salute” ancora i videogiochi (+7,5%) e la
spesa pay tv (+6,5%). A destare preoccupazione, invece,  le
performance negative dell’Ict, con l’informatica a -9%, le Tlc
fisse a -4,4% e le mobili a -0,7%, nonché quelle delle pubblicità
a mezzo stampa (-21% nei quotidiani e -30% i periodici) e della
Radio (-17%).

“Bisogna partire dalla domanda, non dall’offerta: e oggi la
domanda favorisce il gratuito”. Vittorio Veltroni, direttore
Vodafone Internet Services ha commentato così i numeri del
rapporto.
“Gli elementi che hanno influito sono molteplici”, dalla
contrazione della capacità di spesa degli under trenta, alla
prevalenza del modello internet – ha spiegato ancora Veltroni -.
E’ un mondo nuovo che sta nascendo, e gli operatori devono
trovare nuovi modelli di business, favorire la creatività”.
“Noi con il lancio di Vodafone 360 lo abbiamo fatto abbiamo
aperto il nostro mondo agli sviluppatori delle applicazioni, non
solo rendendo disponibili le funzionalità di rete ma finanziando
anche start-up italiane. Perché la rete è un volano per la
creatività, ma non basta”, ha concluso.