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Il Dipartiment of Justice boccia il progetto GoogleBooks

Nuovo stop all’accordo con gli editori Usa: rischio di monopolio e problemi sul copyright. Ora la società californiana attende la sentenza definitiva del 18 febbraio

05 Feb 2010
Bocciato ancora una volta l’accordo di Google con gli editori
Usa sull’editoria digitale. Secondo il parere non vincolante
del Dipartment of Justice ci sono ancora grossi problemi legati
al copyright e al rischio di monopolio nel settore. Google ora
attende con fiducia il pronunciamento definitivo del giudice
Denny Chin della corte distrettuale di New York, previsto per il
18 febbraio.

E’ una storia lunga, quella di Google Books: lanciato nel 2004,
il servizio viene messo da parte un anno dopo per le accuse di
violazioni al copyright. Nel 2008 la company di Eric Schmidt
conclude un accordo da 125 milioni di dollari con Authors Guild,
associazione di editori. In base all’accordo Google può
acquisire diritti, anche se parziali, su testi di dominio
pubblico non più pubblicati, così da renderli accessibili
gratuitamente su Internet. Nell’intesa si parla di “opere
orfane”, quelle i cui autori sono sconosciuti o introvabili, ma
si presume non siano ancora di pubblico dominio. L’accordo
viene bocciato, e Google lo riformula per poi ripresentarlo, lo
scorso novembre, con modifiche che vengono giudicate
“progressi”, non ancora sufficienti, però, per scongiurare
il rischio di monopolio e (di nuovo) la violazione del
copyright.

In particolare il Dipartment of Justice contesta che Google
chieda la rinuncia formale, da parte degli autori, ai propri
diritti in vista della digitalizzazione: la legge americana sul
copyright sostiene al contrario che gli autori debbano approvare
l'utilizzo delle opere. Anche l’accesso esclusivo di Google
alle opere orfane – stimate in circa 5 milioni – viene criticato
in quanto anticoncorrenziale.

 

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