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Internet a luci rosse: l’Icann dice sì al dominio .xxx

L’organismo approva il dominio riservato ai siti per soli adulti. Ma l’industria pornografica si oppone: così finiamo sotto schiaffo della censura

21 Mar 2011

Arriva il dominio per i siti con contenuti per soli adulti:
l’Icann ha approvato il dominio .xxx per i siti web “a luci
rosse”, superando l'opposizione delle pornostar e
dell’editore Hustler, secondo cui la decisione può rendere
questi siti oggetto di censura.

L'Internet corporation for assigned names and numbers, il
gruppo che gestisce gli indirizzi web in tutto il mondo, ha dato il
via libera al dominio .xxx in una riunione a San Francisco. Il
dominio non è obbligatorio per i contenuti per soli adulti, ma è
probabile che molti siti si affretteranno a registrare i loro
marchi per evitare che siano rubati.

L’Icm Registry, l'azienda che ha proposto il nuovo .xxx,
venderà gli indirizzi ai proprietari dei siti web per 60 dollari
all'anno, ha fatto sapere il Ceo Stuart Lawley. Lawley ha
riferito che decine di migliaia di siti hanno già fatto richiesta
per prenotare più di 200.000 nomi di dominio e che la società di
advertising di Londra M&C Saatchi inizierà una campagna
pubblicitaria per far conoscere il .xxx.

"Per la prima volta, ci sarà un indirizzo web ben definito
per l’intrattenimento per adulti, fuori dalla portata dei minori
e il più libero possibile da frodi o virus informatici", ha
dichiarato Lawley. Ma le pornostar e imprese come Vivid
Entertainment (che ha prodotto i filmati a luci rosse di Paris
Hilton e i reality di Kendra Wilkinson e Kim Kardashian) si
lamentano che il dominio .xxx metterebbe i contenuti online per
adulti in un ghetto, aprendo il settore a una futura
regolamentazione – e anche alla possibilità che gli utenti
Internet filtrino in partenza il materiale indesiderato,
un’opzione che lo stesso Lawley ha lasciato aperta.