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Italiani popolo di navigatori? Sì, ma su Internet

Secondo una ricerca Nielsen sono oltre 23 milioni i navigatori italiani attivi (il 43% della popolazione). Gli ultimi 3 anni hanno registrato la crescita di 8 punti percentuali della fascia di utenti compresa tra i 35 e i 54 anni

03 Nov 2009

La Rete fenomeno di massa anche in Italia: sono oltre 23 milioni i
navigatori italiani attivi (il 43% della popolazione). Il dato
emerge da una ricerca Nielsen presentata in apertura dei lavori
dello Iab Forum a Milano.  In particolare gli ultimi 3 anni hanno
registrato la crescita di 8 punti percentuali della fascia di
navigatori più interessanti per le aziende, quella tra i 35 e i 54
anni, e di 4,5 punti percentuali di utenti donne.
 
Ma quali sono le attività degli italiani sul web? I dati Nielsen
evidenziano come l’allargamento del target abbia coinciso con
l’aumento della tipologia e della qualità di attività
effettuate online: alle forme di intrattenimento e di
socializzazione tipiche del Web, si uniscono servizi di utilità
come l’eGovernment, le news e la ricerca di informazioni dedicate
ad aziende e prodotti e, in generale, ad attività relative ad atti
di acquisto. Ad esempio circa 9 milioni di internauti, pari al 38%
di chi naviga sul web, consulta “shopping directories &
guides”, i siti che offrono confronti di prezzo su servizi e
prodotti, mentre il 48%, per un totale di circa 11 milioni di
utenti consulta siti di “mass merchandiser”, dove è possibile
acquistare prodotti.
 
La vastità e la qualità dei servizi disponibili attualmente
online, di conseguenza, hanno influenzato la durata della
permanenza quotidiana – a settembre 2009 pari a 102 minuti al
giorno, per un totale di 50 ore mensili – e della interattività
degli utenti che utilizzano il Web in maniera sempre più
strutturata e mirata, ricercando strumenti, servizi e informazioni
che siano in grado di soddisfare specifiche e differenziate
esigenze.

In un contesto siffatto cresce anche l’advertising online come
sottolinea Layla Pavone, presidente di Iab Italia. “Il mercato
dell’advertising online al 10,5%, in un contesto che vede gli
altri media in sensibile difficoltà – dichiara la Pavone -.
Siamo anche convinti, però, che aziende e PA debbano imparare
velocemente a capitalizzare le potenzialità di Internet per la
propria innovazione, modificando il modo di comunicare e fare
business per la propria competitività. Questo processo passa anche
attraverso un ripensamento degli investimenti pubblicitari”.
 

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