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L’Agcom fa quadrato su Calabrò: rilievi in linea con la Ue

Dopo le accuse del viceministro Romani (“doveroso un confronto col Governo prima di prendere posizioni ufficiali”), l’Autorità ribadisce l’indipendenza del proprio ruolo, riaffermata “dalla lettera e dai principi della direttiva comunitaria in materia” di regolamentazione audiovisiva

04 Feb 2010
“Apprezzamento per la relazione svolta dal Presidente Corrado
Calabrò nella Commissione VIII del Senato e nella Commissione IX
della Camera sullo schema di decreto legislativo di recepimento
della direttiva europea Servizi media audiovisivi”. Ad
affermarlo in una
nota il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, che rileva come le considerazioni espresse nei
scorsi giorni dal Presidente Corrado Calabrò in merito al
decreto Romani derivino "dalla lettera e dai principi della
direttiva comunitaria in materia, che affermano l’indipendenza
e la competenza delle Autorità regolatrici nazionali, e sono in
linea, anche nei contenuti, con il quadro comunitario e nazionale
al quale il Presidente e l’Agcom si sono sempre
attenuti".

L’Agcom si stringe dunque attorno al suo Presidente e lo
difende dagli "attacchi" del viceministro alle
Comunicazioni Paolo Romani. Il viceministro si era detto
"rammaricato" dei rilievi mossi da Calabrò sul suo
decreto: “Sarebbe stato doveroso un confronto col Governo prima
di prendere una posizione ufficiale”, aveva detto il
viceministro. Romani aveva anche respinto le osservazioni di
Calabrò sulla normativa riguardante il Web, “che
inopinatamente accostano l’intervento del Governo a regimi
autoritari”.