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L’allarme delle tv locali: piano Agcom non ci penalizzi

Aeranti-Corallo e Frt: il Piano frequenze in via di elaborazione e i nuovi criteri per l’Lcn mettono a rischio l’attività di molte imprese locali

20 Mag 2010

Tv locali sotto doppia pressione: per il posto sul telecomando
digitale e per il nuovo Piano frequenze che sta elaborando Agcom.
In ballo il rischio di “gravi ripercussioni sull'attività di
molte imprese televisive locali”. L’allarme arriva dalla
conferenza stampa con cui le associazioni Aeranti-corallo e Tv
locali Frt fanno il punto sui punti critici del passaggio al
digitale terrestre.

Sul futuro “già in bilico delle tv regionali” hanno detto
Marco Rossignoli coordinatore Aeranti-Corallo e Maurizio Giunco
presidente Frt, pende anche la linea tracciata dall'Agcom sulle
frequenze di trasmissione. Si riducono gli spazi per evitare le
interferenze, molte emittenti rischiano di soccombere.

Ma il fronte di protesta è compatto – ha spiegato Giunco – e vede
tutte le tv dalla stessa parte, con la protesta guidata
dall'Frt, la Federazione radio e televisioni. All'incontro
è intervenuto anche il Segretario generale aggiunto della
Federazione Nazionale della Stampa, Giovanni Rossi che ha ricordato
la preoccupazione già espressa dal segretario generale della Fnsi,
Franco Siddi, in una lettera al presidente di Agcom, Corrado
Calabrò.

La Fnsi ritiene che vada assicurato lo spazio “qualitativamente e
quantitativamente adeguato per le tv locali” e per quanto
riguarda il telecomando digitale terrestre, si deve tenere conto di
un principio di federalismo televisivo rispettoso delle scelte,
delle abitudini, degli orientamenti del pubblico di riferimento in
ciascuna area regionale. Sicuramente nei primi dieci canali,
regione per regione o bacino per bacino “non possono mancare le
tv locali di più consolidata presenza nelle preferenze dei
cittadini”.