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La diplomazia alla corte dei social media

La diffusione di Facebook & co. sta modificando le modalità delle relazioni. Il 15 e il 16 settembre Ferpi e Mae fanno il punto sugli effetti della digital revolution nella politica internazionale

13 Set 2011

Social media e diplomazia. Un insolito binomio che la rivoluzione
digitale – cellulari (5 miliardi nel prossimo ottobre), web e
social network – sta però rafforzando, cambiando anche le
strategie diplomatiche. Basti ricordare il ruolo dell'Ict nel
mondo arabo, dove è stata fonte di ispirazione e di mobilitazione
per le agitazioni popolari e fonte di dibattito tra gli esperti su
quale ruolo avesse realmente svolto nei tanti disordini in corso.
Come afferma il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, la
tecnologia può essere una piattaforma per la diplomazia,
all’interno "dell’arte di governo del XXI secolo”.

In questo contesto va letto l'evento, organizzato da Ferpi,
Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, e dall’Istituto
Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri che si terrà
Giovedì 15 e venerdì 16 settembre a Roma, presso l’istituto
Diplomatico “Mario Toscano” (Via di Villa Madama, 250). Nella
sesta edizione del corso in Public Diplomacy, che si inserisce nel
rinnovo della collaborazione tra il Mae e la Ferpi, quarantuno
giovani funzionari approfondiranno nelle due sessioni le basi della
diplomazia pubblica, ovvero l’insieme di attività di relazione e
di comunicazione attuate dalle istituzioni e organizzazioni
pubbliche, private e sociali per dialogare con i cittadini di altri
paesi, sia all’esterno dei propri confini ma anche all’interno
(come accade, ad esempio, con le sempre più numerose comunità
migranti).

Docente di questa sesta edizione sarà Toni Muzi Falconi di Ferpi,
professionista con 50 anni di carriera alle spalle e docente alla
New York University, alla Lumsa, la Luiss e a La Sapienza di
Roma.

Ad affiancare l’autorevole esperto, due giovanissimi ospiti
d’oltreoceano: Mark Belinsky ed Elizabeth Ghormley,
rispettivamente fondatore e direttore sviluppo di Digital-
Democracy (http://digital-democracy.org), no profit americana che
opera in tutto il mondo per ‘educare al digitale’,
‘organizzare il digitale’ e ‘governare il digitale’ con
l’obiettivo di abilitare le comunità marginalizzate ad
appropriarsi degli strumenti digitali per costruirsi un futuro
migliore.

Giovedì 15 settembre, a conclusione della prima sessione del
workshop, sempre presso l’Istituto “Mario Toscano”, si terrà
un aperitivo, offerto da Ferpi, cui parteciperanno Patrizia
Rutigliano, presidente Ferpi, Emanuela D’Alessandro, direttore
dell’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri,
oltre ai co – docenti del corso, Mark Belinsky ed Elizabeth
Ghormley.

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