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La nuova tv sarà “ibrida”. I broadcaster non vinceranno

La prossima evoluzione della tv sarà una fusione tra Internet e broadcasting tradizionale. A preannunciarlo è un sondaggio di Global Media Consult

09 Ott 2009

La prossima evoluzione della tv e dei suoi contenuti? A tracciarla
ci ha pensato il sondaggio condotto da Global Media Consult
sentendo 280 esperti dei media di oltre 20 Paesi. La società di
ricerche prevede un profondo cambiamento sul mercato dei contenuti
nei prossimi cinque anni e la fine del predominio dei tradizionali
provider broadcast. Un trend emergerà chiaramente e si chiama
“tv ibrida”, una fusione tra broadcast e broadband: arriveranno
sul mercato device (e nasceranno modelli di business) che combinano
la trasmissione lineare con la trasmissione dei contenuti su banda
larga basata su Internet. Global Media Consult prevede infatti una
forte crescita dei contenuti e dei nuovi servizi basati su Ip, ma i
driver dell’innovazione non saranno i classici operatori della
tv, gratuita o a pagamento, bensì le telco, i provider di Iptv, i
produttori di elettronica di consumo come Philips, Samsung or
Panasonic e i fornitori integrati di hardware, servizi e
applicazioni come Apple, Nintendo, Microsoft o Sony.

A guidare il cambiamento c’è anche un nuovo atteggiamento
dell’audience: secondo il 75% degli esperti intervistati, il
pubblico diventerà sempre più selettivo e vorrà in misura
crescente contenuti specializzati, non solo fiction, ma anche
sport, notizie, viaggi, gossip, musica, documentari. Importante il
peso che assumerà anche lo user-generated content e l’arrivo sul
mercato della Net generation, i giovani nati e cresciuti con
Internet e videogames.

Resta un punto interrogativo la disponibilità del pubblico a
pagare per i nuovi servizi: il 60% degli esperti sentiti da Global
Media Consult prevede scarso potenziale di crescita per il modello
tradizionale della pay-tv, in cui si paga un abbonamento mensile
per un bouquet di programmi. Il futuro potrebbe essere invece dei
micro-pagamenti e di formule individuali completate da advertising
personalizzato. Ma se lo scenario mostra una forte evoluzione dal
punto di vista dei modelli di business, dei format e delle
richieste dei consumatori, non cambiano le nazioni leader nella
produzione di contenuti: ancora per i prossimi cinque anni
resteranno gli Usa, la Gran Bretagna e l’India, in questo ordine.