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La rivoluzione dei contenuti. Nel Libro bianco le strategie Agcom

Il mondo dell’entertainment di fronte al digitale: l’Authority per le comunicazioni licenzia il volume (già online) realizzato a termine di un’indagine conoscitiva

25 Gen 2011

Le industrie consolidate (media, Tlc), riusciranno a mantenere le
posizioni acquisite fondate sull’esistenza di monopoli od
oligopoli naturali? La diffusione di reti sempre più pervasive
basate su protocollo Ip porta a trasferire tutto il mondo
dell’intrattenimento su internet, oppure le reti tradizionali,
continueranno ad avere un peso primario? I modelli fin qui
sperimentati nella musica e nell'editoria si
trasferiranno anche all’industria dei contenuti video? 

Si articola su questo scenario il "Libro bianco sui
contenuti"che l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni ha realizzato sulla base un'indagine conoscitiva.
Il Libro bianco (già online sul sito di Agcom), curato da Augusto
Preta di ITMedia Consulting, verra' presentato il 26 gennaio
nell'ambito di un workshop nella sede romana
dell'Autorita', presenti il presidente Corrado
Calabro', i relatori Nicola D'Angelo e Antonio
Martusciello, studiosi del settore dei media e della
comunicazione.

Il moltiplicarsi dei prodotti offerti, nonche' delle
modalita' di fruizione e di distribuzione dei contenuti –
sottolinea l'Agcom in una nota – aumenta anche le
possibilita' dei consumatori di accedere all'informazione e
alla conoscenza, amplia i mercati per l'industria e,
contemporaneamente, solleva una serie di problematiche tra loro
collegate, quali in primo luogo la tutela e della gestione dei
diritti digitali, la disponibilita' di infrastrutture di rete a
banda larga, la tutela della privacy e la tutela dei minori. Tutte
questioni che assumono sempre piu' un significato chiave
nell'improntare l'attivita' degli Stati e, in
particolare, delle Autorita' di regolamentazione nazionali.

Il Libro Bianco, sostiene Calabro' nella prefazione,
rappresenta 'un progetto sostenuto con grande dispiego di
energie, che affronta sistematicamente aspetti concernenti la
struttura del mercato e la relativa catena del valore, i possibili
sviluppi della domanda e dell'offerta, la competizione fra le
differenti piattaforme, l'impatto in termini di concorrenza, la
neutralita' del mezzo di diffusione e la gestione dei diritti
di esclusiva. Senza tralasciare i diritti fondamentali del
cittadino, come la tutela del pluralismo e dei minori. Temi
piu' che mai centrali nel dibattito che ruota intorno
all'industria dei contenuti – prosegue Calabro' – e che non
possono mancare nell'agenda ideale delle priorita' di
analisi di un'Autorita' di regolazione e di garanzia che
voglia essere – veramente – 'convergente''.

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