Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Mannoni (Agcom): serve rispetto stato di diritto

Domani il Consiglio dell’Authority sulla vicenda intercettazioni. Il commissario Sortino: “Mi aspetterei un grazie: nonostante le pressioni Agcom ha mantenuto la schiena dritta”

17 Mar 2010

“Penso che sia necessario affrontare con serenità questo
passaggio senza scorciatoie, garantendo pienamente tutte le
procedure e lo status dei soggetti, visto che allo stato attuale
atti formali non ce ne sono: non sono arrivati infatti
all'Autorità atti di contestazione, disponiamo solo di
indiscrezioni di stampa. E questo suggerisce grande prudenza e
senso di cautela”. Lo dice il commissario Agcom Stefano Mannoni,
alla vigilia del Consiglio dell'Autorità che si occuperà del
caso Innocenzi.

“Il Codice etico dell'Autorità – precisa Mannoni – non
prevede sanzioni specifiche: da questo punto di vista è una lex
imperfecta. E questo suggerisce a maggior ragione prudenza e
ponderazione da parte del Consiglio. Confido che venga trovata
soluzione unitaria, rispettosa dei diritti e dello stato di
diritto, che non prevede scorciatoie né che si agisca sulla base
di impulsi emotivi”.

“Mi attengo ai fatti, dei quali non ho cognizione, così come
sono stati riportati in questi giorni dagli organi di stampa. Da
quello che ho letto risulterebbe che sono state esercitate
pressioni su singoli componenti dell'Agcom, ma che queste
pressioni non hanno avuto effetto perché l'organismo ha retto.
Non si comprende, quindi, perché dovremmo essere cacciati via
tutti. Semmai mi aspetterei che qualcuno ci dicesse grazie, perché
malgrado le pressioni l'Autorità ha tenuto la schiena
dritta”. In questi termini il commissario Agcom Sebastiano
Sortino sottolinea l'indipendenza dell'organismo di
garanzia, finito nella bufera per le indiscrezioni legate
all'inchiesta di Trani. Domani il Consiglio dell'Autorità
si occuperà del caso del commissario Giancarlo Innocenzi, indagato
a Trani per favoreggiamento in quanto sarebbe stato contattato dal
premier Berlusconi per bloccare Annozero.