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Marcegaglia: “Su Facebook Confindustria segna il passo”

Il presidente degli industriali ammette il ritardo sull’uso dei social network: “Siamo ancora un po’ antichi”. E sul rilancio del Paese dice: “La crescita passa per le liberalizzazioni di settori chiave come le Tlc”

04 Mag 2011

"Su Facebook dobbiamo fare di più e, in generale, sui nuovi
media. Forse siamo un po' antichi su questo, ci
ragioneremo". Così la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, ha risposto a un ascoltatore di Radio 24, nel corso
della trasmissione "Nove in punto" di Oscar Giannino, che
gli chiedeva se Confindustria potesse impegnarsi di più
nell'utilizzo dei nuovi media. "Le assise generali di
Bergamo – ha detto Marcegagalia – nascono anche con la logica di
sentire sempre di più gli associati attraverso Internet".

Il numero uno di Confindustria ha sottolineato inoltre la
necessità di puntare sulle liberalizzazioni e sul fisco per far
crescere il Paese.
"Quello delle liberalizzazioni – ha detto – è uno dei temi al
centro dell'agenda: siamo convinti che da lì passa la nostra
crescita. Dobbiamo concentrarci sulle riforme a costo zero. E
intervenire su settori come tlc, energia, trasporti. Il Governo, in
questo senso, ha fatto passi indietro reintroducendo le tariffe
minime per i professionisti e nei trasporti. Questo è un Paese
dove i termini mercato e liberalizzazioni non hanno casa".

Per la presidente di Confindustria "ci sono aziende che vivono
di oligopoli, ma noi andremo avanti in modo serio sulle
liberalizzazioni". Facendo poi un accenno alle tlc e alla Ngn,
Marcegaglia ha annunciato per il prossimo 13 giugno in
Confindustria una riunione con tutti i protagonisti sull'agenda
digitale: e la new generation network sarà un argomento
all'ordine del giorno.

Quanto agli incentivi e al fisco, Marcegaglia ha precisato che
"i singoli incentivi drogano il mercato e creano problemi tra
settori: non sono una strada per la crescita. La strada è il
fisco: in Italia il carico è molto più alto della media europea.
Bisogna ridurre il peso fiscale sui lavoratori e le imprese,
ragionando sulle aliquote iva e anche sulle rendite
finanziarie".

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