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Monopolio Tv, Calabrò chiede più poteri contro l’incertezza

Già venerdì prossimo sul tavolo dell’Autorità “una prima bozza delle regole per la gara di assegnazione delle cinque reti del dividendo digitale”

15 Lug 2009

La questione del monopolio di Sky sulla pay tv si porrà dopo il 31
dicembre 2011, quando scadranno i vincoli imposti dalla Commissione
europea alla piattaforma che fa capo a Rupert Murdoch all'atto
della fusione tra Stream e Tele+. Così ha risposto il presidente
dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado
Calabrò, alle domande dei parlamentari durante l’audizione in
commissione di Vigilanza Rai.
“Sky è soggetta alle imposizioni della Commissione europea fino
al 2011 dopo quella data, il problema si porrà”, ha risposto
Calabrò a chi lo invitava a valutare se esiste un monopolio della
tv satellitare sul mercato della pay tv. “A quel punto – ha
aggiunto Calabrò – si dovranno valutare gli strumenti che hanno a
disposizione le Autorità di controllo: ci sono ripartizioni di
poteri tra noi e l'Antitrust che creano incertezze enormi.
Sarebbe bene che un solo organismo valuti con metodi omogenei e
univoci l'apertura al pluralismo”.

Sulla questione delle frequenze, invece, il presidente dell’Agcom
ha anticipato che già venerdì prossimo potrebbe arrivare sul
tavolo del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle
Comunicazioni “una prima bozza delle regole per la gara di
assegnazione delle cinque reti del dividendo digitale”, quelle
che si renderanno cioè disponibili con il passaggio definitivo
alla nuova tecnologia. “Vareremo regole precise – ha concluso
Calabrò – e le sottoporremo preventivamente alla Commissione
europea. La gara sarà poi indetta dal ministero, speriamo entro
l'anno”.