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Nuovo format musicale. Nasce l’Mp3 “dopato”

I pionieri dell’Mp3 presentano un nuovo file “deluxe” che contiene molto più che musica e si aggiorna automaticamente ad ogni connessione alla rete. L’obiettivo, un aumento di attrattiva dell’accesso legale alla musica grazie ai contenuti extra

25 Gen 2010

Un nuovo formato per files musicali che può includere non solo le
canzoni ma anche i loro testi, video, opere d’arte e persino
messaggi dei blog aggiornati costantemente: si chiama MusicDna ed
è stato creato dallo sviluppatore norvegese Dagfinn Bach, che ha
già lavorato, nel 1993, al primo lettore Mp3. Ma non solo: tra gli
investitori nella nuova tecnologia c’è il ricercatore tedesco
Karlheinz Brandenburg, cui si attribuisce l’invenzione stessa
dell’Mp3.

Il nuovo format rappresenta un vero file “deluxe” in cui
credono alcune etichette discografiche più visionarie: la
britannica Beggars Group e la statunitense Tommy Boy hanno già
stretto un accordo per usare il MusicDna. Più scettiche le grandi
case discografiche – non da ultimo, forse, perché i files
musicali “deluxe” probabilmente saranno più costosi degli
attuali. Il MusicDna rappresenta anche un concorrente per iTunes LP
della Apple, che già offre agli utenti contenuti in più, come
bonus tracks, testi delle canzoni e interviste video.

Presentando il nuovo file alla conferenza annuale sulla musica
Midem, Bach ha dichiarato: "Proponiamo un file che è molto
facile da cercare in rete e può contenere fino a 32GB di
informazioni extra al suo interno. In più, può essere aggiornato
in maniera dinamica: ogni volta che l’utente si connette, il file
riceve automaticamente l’update dei dati". La versione di
test, o beta, sarà lanciata in primavera, mentre l’arrivo vero e
proprio sul mercato di MusicDna è previsto per fine estate 2010.
Secondo Brandenburg, direttore del Fraunhofer institute for digital
media technology in Germania: "Penso che questa tecnologia
metta insieme una serie di idee che circolano da qualche tempo. Mi
ricordo che dieci anni fa molte persone dicevano che avevamo
bisogno di arricchire la user experience e che l’accesso legale
alla musica doveva dare ai consumatori contenuti extra. MusicDna fa
proprio questo”.

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