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Olanda, cookies solo con ok dei clienti

Nella legge sulla net neutrality c’è anche l’obbligo per i siti web di richiesta di autorizzazione ai consumatori sull’uso dei cookies sui computer. In rivolta l’industria dell’advertising online: “Pericoloso precedente anti-business”

24 Giu 2011

Olanda in prima fila non solo nella net neutrality ma anche nella
protezione della riservatezza degli utenti di Internet. Nella
stessa legge che vieta ai telecom provider di far pagare di più
alcuni servizi come Skype o di bloccarne altri, il Parlamento dei
Paesi Bassi ha approvato l’obbligo per i siti web di ottenere il
consenso esplicito dei consumatori prima di installare i piccoli
files di testo noti come cookies sul loro computer. Anche in questo
caso si tratta di un importante precedente che potrebbe aprire la
strada a leggi simili in altri Paesi d’Europa e che ha incontrato
la netta opposizione dell’industria della pubblicità online.

Immediata anche la reazione critica delle società di
telecomunicazione: queste, come le società del web advertising,
parlano di grave “precedente anti-business” per il resto
dell'Ue e alcune hanno minacciato addirittura di spostare la
propria sede fuori dall’Olanda, secondo quanto riporta il Wall
Street Journal.

Ma da parte dell’Ue è arrivato un commento positivo alla legge
olandese, che quindi non dovrebbe essere messa in discussione a
livello comunitario. Del resto, lo scorso novembre, l'Ue ha
approvato una direttiva che impone agli inserzionisti online di
ottenere il "consenso informato" degli utenti prima di
installare i cookies. L’Ue ha dato tempo ai Paesi-membri fino a
maggio per adeguarsi a questa norma nella loro legislazione
nazionale, ma c'è stata una certa confusione sull’esatta
interpretazione della direttiva.

"La legge olandese è un caso di studio importante perché
l'Olanda è un mercato vasto", dichiara Kimon Zorbas, vice
presidente della Interactive Advertising Bureau Europe, che
rappresenta gli inserzionisti online. "Ci possiamo aspettare
che le aziende del nostro settore spostino la loro sede in Paesi
vicini, oppure perderanno clienti a favore di aziende che hanno
sede altrove in Europa”.

Per questo l'industria della pubblicità è già in rivolta. Un
numero crescente di campagne pubblicitarie dipende dai cookies, che
memorizzano i dati sugli utenti e le loro abitudini di navigazione,
e il loro modello di business potrebbe soffrirne. "Il 50%
delle campagne, in termini di fatturato, potrebbe chiudere”,
afferma Stephan Noller, chief executive di nugg.ad, società di
consulenza sulla pubblicità online.

Secondo le aziende olandesi dell'advertising, anzi, la legge va
oltre il mandato dell'Ue perché obbliga i siti web a
dimostrare di aver ricevuto l'autorizzazione da parte degli
utenti a collocare cookies sui loro computer. I regolatori
dell’Ue hanno replicato che "valuteranno attentamente la
legislazione olandese per verificare la sua conformità con la
direttiva sulla e-privacy", come dichiarato da Jonathan Todd,
portavoce di Neelie Kroes. Ma lo staff del commissario europeo per
l'Agenda digitale aggiunge che la legge olandese è conforme
allo spirito della normativa Ue sul "consenso informato".
Una cattiva notizia per l’industria dell’advertising online,
visto che l’obiettivo dell’Ue è armonizzare le regole a
livello europeo.