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Par condicio, annullato lo stop alle tv private

L’Autorithy per le Comunicazioni annulla le disposizioni dopo che il Tar ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media contro il divieto sui dibattiti politici prima delle elezioni. Zavoli: “La Rai riveda le regole”

12 Mar 2010

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo la
sospensione del Tar, annulla le disposizioni sulla par condicio e
invita la Rai a rivedere a sua volta le norme.

Immediata la reazione del presidente della commissione di vigilanza
Rai, Sergio Zavoli, che ha chiesto che l'azienda torni
immediatamente a trasmettere i talk show senza i politici. Il cda
Rai si riunirà lunedì prossimo per decidere in merito alla
questione.

In mattinata il Tar del Lazio aveva accolto la richiesta di
sospensiva presentata da Sky Italia e da Telecom Italia Media
relativa alla delibera sulla par condicio nel talk show durante il
periodo della campagna elettorale, fissando l'udienza di merito
per la discussione del ricorso al 6 maggio.

Secondo il Tar le censure avanzate contro la delibera impugnata non
erano sprovviste di profili di fondatezza del ricorso. Il tribunale
amministrativo ha inoltre respinto la richiesta di sospensiva
presentata da Federconsumatori contro il regolamento approvato
dalla commissione di vigilanza Rai su par condicio.

Soddisfazione era stata espressa in casa Sky. ''La
decisione del Tar di oggi – aveva dichiarato l’emittente in una
nota – ristabilisce il principio della libertà di espressione e
tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla
Costituzione italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai
cittadini di questo paese il loro diritto ad un'informazione
libera ed indipendente''.

Accogliendo la richiesta di sospensiva di Sky e Ti Media, il Tar
aveva di fatto bloccato l'articolo del regolamento
dell'Agcom con cui si chiedeva una normativa tanto stringente
sui talk show da portare al loro stop nell'ultimo mese di
campagna elettorale.

Ecco l'articolo: si tratta del numero 6, comma 2 del
regolamento Agcom per le Regionali 2010: ''Nel periodo di
vigenza della presente delibera, tenuto conto del servizio di
interesse generale dell'attività di informazione
radiotelevisiva, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e
radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto
informativo, riconducibili alla responsabilita' di specifiche
testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, si conformano
con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo,
dell'imparzialita', dell'indipendenza,
dell'obiettivita' e dell'apertura alle diverse forze
politiche, nonche' al fine di garantire l'osservanza dei
predetti principi, allo specifico criterio della parita' di
trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche individuate
ai sensi dell'art. 2, comma 1, del presente
regolamento''.

L'articolo 2 al comma 1 disciplina la definizione e quindi la
presenza dei soggetti politici nelle Tribune politiche: di fatto i
programmi di approfondimento vengono equiparati alle regole delle
tribune.