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Parenzo (Telelombardia): “Non cederemo le nostre frequenze alle Tlc”

Il gruppo Mediapason pronto a ricorrere alla Ue anche in associazione con altre televisioni: nel mirino la mancata assegnazione dello spettro Uhf 61-69 alle tv locali e il beauty contest. Il presidente: “Il governo ci espopria”

02 Nov 2011

Il gruppo Mediapason – il terzo gruppo televisivo privato italiano
con dieci canali in Lombardia e Piemonte tra i quali Telelombardia
– è pronto a ricorrere in sede Ue, individualmente o in
associazione con altre tv locali, contro
"l'esproprio" delle frequenze Uhf 61-69 disposto dal
governo a danno delle tv locali. Lo ha annunciato il presidente del
gruppo, Sandro Parenzo, a margine della presentazione del programma
di Michele Santoro "Servizio Pubblico" che sarà
trasmesso ogni giovedì da un consorzio di tv regionali, sul canale
504 di Sky e su alcuni siti Internet.

Nel mirino di Parenzo c'è però anche il "beauty
contest", cioè il concorso per l'assegnazione gratuita
delle frequenze del dividendo interno del digitale terrestre, e la
mancata redistribuzione alle tv locali che fanno informazione di
una parte del canone Rai.

L'asta tra società di telecomunicazioni per i canali 61-69 da
destinare alla banda larga prevede che le frequenze siano liberate
entro la fine del 2012, ma Parenzo suggerisce alle Tlc di non
contarci: "Ci sono i margini per parlare di incauto
acquisto".
"Possono scordarsi che cederemo le nostre frequenze – ha
aggiunto – Sono pronto ad incatenarmi alle antenne di trasmissione
piuttosto che cedere il nostro canale 64".

A suo parere un buon successo dell'operazione Santoro può
infatti dare alle tv locali "più peso al tavolo delle
trattative con il governo". In più si avvicina il periodo
elettorale, "nel quale in genere ci si ricorda di noi".
Quanto al ricorso, ha aggiunto, "penso che la sede più
opportuna sia quella europea. Abbiamo già avuto i primi contatti a
livello di federazione".