IL REPORT IPSOS-FAPAV

Pirateria audiovideo, in Italia in fumo oltre 1 miliardo: a rischio 6000 posti di lavoro

Preoccupa in particolare l’accesso alle Iptv illegali. Boom di illeciti durante il lockdown: in soli due mesi registrate 243 milioni di violazioni. Ma c’è una notizia positiva: in crescita gli abbonati ai servizi on demand

09 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

Il fenomeno della pirateria audiovisiva in Italia continua a rimanere un problema serio per tutto il comparto industriale di riferimento. Quattro anni di studi e analisi elaborati dalla società Ipsos per conto di Fapav – Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, mostrano un trend sostanzialmente stabile del fenomeno della pirateria in Italia, con un’incidenza al 37% nel 2019, mentre si evidenzia un calo rilevante del numero di atti di pirateria, il 28% in meno rispetto all’anno precedente.

I film sono piratati dall’84% di chi compie atti illeciti, seguono serie e fiction (63%), programmi (46%). Per quanto riguarda lo sport, l’incidenza della pirateria è cresciuta attestandosi al 10%, con un forte aumento degli atti compiuti (+38%). Sempre confrontando il 2019 con l’anno precedente, si registra un sensibile calo nel numero di atti di pirateria legati ai film con un -34%.

Più pirateria nello sport

La stima complessiva degli atti di pirateria nel 2019 in Italia è di 414 milioni. Il 50% sono film, il 27% serie/fiction, il 16% programmi tv, il 7% sport live. Sono 5,2 milioni le persone che hanno dichiarato di aver visto illegalmente contenuti sportivi live (4,7 milioni nel 2018) in Italia; 31 milioni il numero di atti stimati di pirateria di sport live (22 milioni nel 2018).

Tra gli under 15, cala il numero di pirati ma cresce il numero di atti illeciti, +27% rispetto all’anno prima (40 milioni in tutto), con un forte interesse verso serie e fiction.

L’83% dei pirati adulti è a conoscenza del fatto che la pirateria è un reato (erano l’80% del 2018). Il 47% ritiene che sia improbabile essere scoperto e ancor meno sanzionato (era il 51% nel 2017).

Allarme Iptv illegali

I dati Ipsos evidenziano anche dei cambiamenti nelle modalità di fruizione: pur rimanendo stabile la fruizione illegale via streaming, cresce in modo preoccupante l’accesso alle Iptv illegali, con un’incidenza del 10%. Durante il lockdown, poi, gli utenti sono quasi raddoppiati rispetto a tutto il 2019, ma non attraverso la sottoscrizione di nuovi abbonamenti illeciti bensì soprattutto tramite la condivisione o il passaggio di quelli già in essere.

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I danni per l’industria

I mancati incassi per l’industria audiovisiva italiana a causa della pirateria toccano nel 2019 i 591 milioni di euro con quasi 6.000 posti di lavoro a rischio. Rimanendo sulla scia economica, si stima che l’impatto del fenomeno illecito sui conti del sistema-paese superi il miliardo di euro; circa 500 milioni di euro il danno stimato sull’economia italiana in termini di Pil; 200 milioni di euro i mancati introiti fiscali.

Più pirati durante il lockdown

Il lungo periodo di lockdown è stato oggetto di un focus di ricerca specifico da parte di Ipsos per analizzare il fenomeno della pirateria. Come prevedibile le famiglie italiane durante i mesi di blocco forzato nelle proprie abitazioni hanno dedicato più tempo alla fruizione di contenuti audiovisivi. La percentuale di pirati è aumentata, attestandosi in soli due mesi sul 40%, contro il 37% riferito a tutto il 2019, così come è cresciuto il numero di atti illeciti, passato da 69 milioni nel bimestre medio del 2019 a 243 milioni nel bimestre di quest’anno.

Durante il lockdown la forzatura casalinga ha portato circa un 10% a commettere per la prima volta un atto di pirateria, di questi circa il 5% tramite Iptv illecite. La buona notizia è la crescita, stimata in circa 8%, di nuovi abbonati a piattaforme ufficiali on demand, di questi il 76% dichiara di voler continuare a utilizzare questi servizi anche in futuro.

Un’economia sommersa

I dati presentanti oggi e riferiti al 2019 ci confermano la crescita delle Iptv illegali quale fenomeno che nasconde un’economia sommersa molto più ampia rispetto a quanto immaginabile, come emerso anche da recenti operazioni della Guardia di Finanza condotte anche a livello internazionaleha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav – “La sostanziale stabilità dell’incidenza della pirateria e una contrazione legata al numero degli atti compiuti dagli utenti nell’ultimo anno evidenziano l’efficacia sia delle attività di enforcement e di sensibilizzazione verso consumatore, oggi molto più consapevole, sia la crescita dell’offerta legale, sempre più ricca e diversificata. In questa direzione l’industria audiovisiva deve concentrare i propri sforzi attraverso offerte sempre più competitive e attività informative puntuali”.

Il nuovo ruolo di Agcom

Il periodo di lockdown ha ovviamente rappresentato una circostanza eccezionale e sarà necessario proseguire attentamente con l’analisi dei dati per valutare come evolverà il fenomeno, a testimonianza del fatto che la pirateria continua ad essere un serio problema per l’industria e che i numeri possono aumentare con facilità in situazioni particolari – ha proseguito il segretario generale FapavContestualmente, ed è una buona notizia, è stata rilevata la crescita di nuovi abbonamenti a piattaforme legali on demand, con una intenzione al mantenimento dell’abbonamento anche dopo il periodo di quarantena forzata da parte delle famiglie italiane. Le attività di tutela del settore audiovisivo hanno assunto un ruolo ancora più strategico per il rilancio della nostra industria dopo il lockdown. Tutte le Autorità preposte, ed in particolare Agcom, nel prossimo futuro avranno e dovranno assumere con responsabilità e consapevolezza un ruolo ancora più forte riguardo la tutela con l’obiettivo di creare le condizioni più ottimali possibili per il prosieguo della nostra ripartenza. A tal proposito accogliamo con soddisfazione la recente approvazione dell’emendamento in materia di tutela del Diritto d’autore inserito nel DL Rilancio e che prevede un rafforzamento delleazioni di contrasto. Auspichiamo pertanto un ruolo sempre più incisivo di Agcom in tal senso, poiché il lavoro svolto dall’Autorità rappresenta una riposta efficace e concreta, fondamentale per il rilancio della nostra industria dopo il lockdown. Serve quindi proseguire con forza nell’azione di contrasto al fenomeno illecito, incentivare offerte di contenuti leciti fortemente competitive e lavorare insieme alle Istituzioni per promuovere campagne di comunicazione e sensibilizzazione verso un accesso ai prodotti audiovisivi sempre più inclusivo”.

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