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Pirateria, il Congresso spagnolo boccia la Hadopi di Zapatero

In commissione Economia 20 voti contro e 18 a favore per le norme che prevedono l’oscuramento dei siti che consentono download illegale. Ora la palla passa al Senato

22 Dic 2010

Luce rossa al Congresso dei deputati di Madrid al discusso disegno
di “legge Sinde”, dal nome del ministro della cultura Angeles
Gonzalez Sinde, che prevedeva fra l'altro la possibilità di
chiudere i siti che consentono di scaricare gratuitamente musiche o
film protetti da diritti d'autore. Il progetto di normativa è
stato bocciato con 20 voti contro e 18 a favore dalla commissione
economica del Congresso. Ora passa – con il complesso di proposte
che fanno parte del pacchetto sull'economia sostenibile –
all'esame del Senato,che potrebbe, per iniziativa del partito
socialista Psoe del premier Josè Luis Zapatero, cercare di
riproporlo l'anno prossimo. Al Congresso la proposta è stata
appoggiata dal Psoe, gli altri partiti hanno votato contro.

La “ley Sinde” riconosce il “mancato rispetto dei diritti di
proprietà intellettuale", come uno dei cinque motivi per i
quali può essere limitata e, se necessario interrotta, la
fornitura della connessione Internet, previa sentenza da parte
dell’autorità giudiziaria competente. Finora le disconnessioni
erano previste per azioni contro l’ordine pubblico, la tutela
della salute pubblica, il rispetto per la dignità della persona e
del principio di non discriminazione, e la protezione della
gioventù e dell'infanzia.

Le nuove norme inoltre danno agli “organismi competenti” la
facoltà di richiedere i dati degli utenti ai provider che, dal
canto loro, saranno obbligati a fornirli per “consentire
l'identificazione di chi sta eseguendo il comportamento
violati”.

Contestualmente è prevista la creazione di una commissione per la
Protezione della proprietà intellettuale potrà decidere, in prima
istanza, di far sparire dal Web siti e portali dedicati al download
illegale, anche senza sentenza dell’autorità giudiziaria. Il
nuovo organismo, infatti, pur non avendo il potere di decidere di
staccare la linea all’utente “pirata” – la disconnessione
può avvenire solo su sentenza del giudice, dice la Ley de Economia
Sostenibile – potrà comunque decidere di bloccare siti, anche di
peer-to-peer, che violano le leggi sul diritto d’autore.

La commissione dipenderà dal ministero della Cultura e sarà
composta da cinque membri eletti anche in collaborazione con il
ministero dell’Industria.

L’organismo potrà rivolgersi ai provider per identificare i siti
dove si può scaricare illegalmente e questi saranno obbligati a
consegnarli. I siti, dal canto loro, potranno raccogliere il primo
invito a “cambiare business model”; in caso di rifiuto potranno
essere sanzionati con il blocco sul Web.

Oltre alla tutele del copyright le nuove norme fanno cenno anche
alla questione del dividendo digitale, senza però specificare come
verranno distribuite le frequenze lasciate libere dal passaggio
dalla Tv analogica o digitale (la Ue invita a riallocarle nel
settore delle Tlc per lo sviluppo della banda larga). Quello che
puntualizza però è che “il servizio universale di banda larga a
1 megabit al secondo, che il governo conta di dare entro il nel
2011, può essere assicurato con qualsiasi tecnologia e che si può
fissare un prezzo massimo”.