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Poche sale per il 3D in Italia, e i film devono darsi il cambio

Solo 460 le strutture attrezzate per la visione tridimensionale. L’offerta di impianti da parte delle aziende produttrici scarseggia a fronte di una crescente domanda

30 Mar 2010
In Italia sono solo 460 le sale cinematografiche per la visione
in 3D. Troppo poche, per i tanti film che stanno uscendo e i
tanti spettatori sempre più attratti dal tridimensionale. E
così "Alice in Woderland", dopo aver incassato 26
milioni di euro in tre settimane, è costretta a lasciare le
sale, scalzata dal cartoon 3D “Dragon Trainer”: due film in
contemporanea sono troppi per le poche sale italiane. Ed anche
“Dragon Times” fra due settimane sarà sostituito da
“Scontro tra titani” della Warner Bros, che a sua volta
dovrà lasciare il posto a “Oceani” della Eagle Pictures.

E si andrà avanti così, di sostituzione in sostituzione,
finché non aumenterà il numero delle sale attrezzate per la
visione tridimensionale. Il problema, spiega Milano Finanza, non
è tanto l’investimento necessario per acquistare gli impianti
(70-80mila euro per sala) quanto la disponibilità degli impianti
stessi. La domanda di impianti 3D è molto elevata in tutto il
mondo, e i produttori non riescono a soddisfarla. Mentre i film
si susseguono uno dietro l’altro, il numero delle sale aumenta
molto lentamente.

Il problema non è soltanto italiano. Se nel Belpaese le sale
attrezzate per la visione in 3D sono solo 460, anche gli Usa non
stanno poi tanto meglio: le sale sono solo 4mila. 
 

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