Porno online, Etno lancia l'allarme sul "filtro": "Rischio censura" - CorCom

L'EMENDAMENTO

Porno online, Etno lancia l’allarme sul “filtro”: “Rischio censura”

Nel mirino dell’associazione delle telco europee la proposta della Lega: “Filtrare in maniera automatica la rete aprirebbe la strada a problematiche relative ai diritti fondamentali e non sostituirebbe la necessità di urgenti investimenti sulle competenze digitali”

23 Giu 2020

F. Me.

Etno lancia l’allarme censura. Nel mirino l’emendamento della Lega al provvedimento sulle intercettazioni che impone l’inserimento di un parental control sui contenuti ovvero “un filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”.

“La protezione dei minori da contenuti illegali è, e rimane, una delle principali priorità delle aziende, soprattutto di fronte al crescente utilizzo di internet da parte delle giovani generazioni – spiega Etno in una nota – Tuttavia, filtrare in maniera automatica la rete aprirebbe la strada a potenziali problematiche relative ai diritti fondamentali e none non sostituirebbe la necessità di urgenti investimenti sulle competenze digitali”. In giugno, la Commissione europea ha peraltro richiamato l’attenzione sul gap significativo tra l’Italia e gli altri paesi Ue in materia di educazione al digitale e all’uso della rete internet.

Secondo l’associazione europea delle telecom tale iniziativa, ad un primo esame, appaiono in contrasto con i principi di necessità e proporzionalità sanciti dalla legislazione europea in materia (Direttiva 2011/92/UE), con i principi europei relativi alla responsabilità degli intermediari (Direttiva eCommerce), nonché con i principi generali che stabiliscono i limiti della libertà di informazione. “Inoltre esprimiamo preoccupazione anche rispetto alla genericità del termine contenuti inappropriati – precisa Etno – la cui definizione potrebbe portare a restringere l’accesso a informazioni di interesse pubblico, creando ulteriori frizioni con la legislazione europea in materia”.

Questa discussione a livello nazionale, peraltro, giunge in un momento nel quale l’Unione Europea sta affrontando la riforma del quadro eCommerce europeo, tramite l’Atto Europeo per i Servizi Digitali. “Qualsiasi iniziativa nazionale, quindi, rischierebbe di contribuire alla frammentazione delle norme europee, in un momento nel quale è importante stabilire un approccio transnazionale alla tematica delle responsabilità nel mondo digitale”, conclude Etno.

Cosa prevede l’emendamento della Lega

L’articolo 7 bis, Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio stabilisce che “i contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”.

“Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto – prosegue il testo – Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche assicurano altresì adeguate forme di pubblicità di tali servizi in modo da assicurare che i consumatori possano compiere scelte informate”.

“In caso di violazione degli obblighi di cui ai commi precedenti l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ordina all’operatore la cessazione della condotta e la restituzione delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando in ogni caso un termine non inferiore a sessanta giorni entro cui adempiere”.

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