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Privacy: “Un Wto delle Tlc contro il Far West digitale”

Una regolazione globale della Privacy l’obiettivo indicato dal Garante per la protezione dei dati personali nella 12esima Relazione annuale presentata oggi a Roma che oltre a fare il punto sull’attività svolta nel 2008 e indicarne le criticità, segna le prospettive per il futuro

02 Lug 2009

“E’ necessario un grande accordo internazionale e la creazione
di un’organizzazione sovranazionale nell’ambito della quale
tutte le Autorità possano cooperare, secondo principi comuni e con
reciproca efficacia”. Questo l’obiettivo per una regolazione
globale della Privacy indicato dal Garante per la protezione dei
dati personali nella 12esima Relazione annuale presentata oggi a
Roma dal Presidente Francesco Pizzetti (scarica la
presentazione). Il
rapporto
, oltre a fare il punto sull’attività svolta nel
2008 e indicarne le criticità, segna le prospettive per il futuro.
Obiettivo dell’Autorità , dunque, un “nuovo e più vasto Wto,
non per regolare il commercio internazionale, ma per dare
disciplina e certezze all’immenso sistema di reti di
telecomunicazioni, che è il cuore pulsante del mondo
contemporaneo”. Per il Garante, infatti, più di tutto “c’è
bisogno di proteggere libertà e rete da chi la vorrebbe soffocare
e proteggere chi utilizza la rete dai moderni banditi del nuovo Far
West digitale”.

Criticità
In generale – si legge – l’Autorità è giunta, anche grazie al
sostegno delle forze politiche, ad interventi sempre più efficaci.
“Nel corso dell’anno non sono mancati, però – scrive il
Garante – interventi legislativi estemporanei che, operando con
modifiche talvolta persino transitorie, a singole norme del Codice,
hanno introdotto innovazioni per sempre positive”.

Tra questi Pizzetti nella Relazione 2008, ne riporta alcuni come
“la proroga dei tempi di conservazione dei dati di traffico
telefonico e il mutamento temporaneo delle regole
sull’utilizzazione degli elenchi telefonici a fini
promozionali” e per la PA, la modifica “dell’articolo 1 del
Codice, che introduce una disciplina derogatoria alla disciplina
dei dati personali dei pubblici funzionari della quale pur
apprezzando l’intento rileviamo la pericolosa ampiezza e
genericità. Interventi settoriali come questo dovrebbero essere
evitati”. Rispetto all’attività svolta in collaborazione con
il Ministero della Pubblica amministrazione, in particolare, il
Garante ricorda come abbia “indicato al Ministero le modalità
per la pubblicazione online delle retribuzioni dei dipendenti,
contemperando trasparenza e tutela degli interessati”.
L’Autorità fa dunque “appello al Parlamento e al Governo
perché si ascolti sempre il Garante quando si interviene sulla
protezione dei dati personali”. Nello specifico Pizzetti scrive
di apprezzare ogni azione intesa ad aumentare l’efficienza della
PA” condividendo “l’intento di rendere trasparente
l’attività della PA, tuttavia – scrive – non possiamo non
sottolineare la pericolosità della diffusione in rete dei milioni
di dati personali che l’Amministrazione quotidianamente
tratta”. Da qui la raccomandazione a fare “attenzione all’uso
eccessivo di informazioni relative a dati sensibili dei cittadini
che spesso rischiano di fare provocare danno ingiusti agli
interessati”. Il Garante chiede, in conclusione, che “non si
consideri mai la protezione dei dati come un ostacolo da superare e
rimuovere”.

Interventi
Positivo infine il bilancio dell’anno 2008 che ha visto
l’incremento del 10% di accertamenti e controlli da parte del
Garante. Più salate rispetto al passato le sanzioni: si passa da
un massimo di 60mila euro agli attuali, sempre per i casi più
gravi, 1 milione e 200mila. Tra i grandi settori di intervento a
rischio maggiore per i cittadini proprio la P.A e la sua
semplificazione, le banche dati pubbliche e private per accrescerne
la sicurezza e i settori delle telecomunicazioni con una maggiore
vigilanza. Non ultima l’attività dei media anche rispetto ai
problemi di privacy legati all’uso delle moderne tecnologie.

Consumatori
Dalla parte del cittadino consumatore, poi, l’Autorità –
scrive Pizzetti – ha posto un’attenzione costante nella ricerca
del punto di equilibrio fra esigenze degli operatori e difesa degli
utenti e dei clienti. Un caso su tutti quello del “telemarketing
ripetutamente vietato dal Garante perché basato su una violazione
continua delle regole, oltre che su una intollerabile intromissione
nella vita degli utenti”. Medesimo intervento anche nella tutela
dei cittadini dallo spam, “fenomeno – si legge nella Relazione-
in costante crescita”. Spesso, infatti, l’invio di posta
elettronica indesiderata comporta anche la trasmissione di
programmi spia o software maligni che determinano furti e
manipolazione dei dati contenuti nei computer e spesso danni
irresponsabili ai programmi installati. Da qui il divieto da parte
dell’Autorità “dell’uso indiscriminato degli indirizzi
e-mail” anche se “reperibili in rete e che il consenso
dell’utente è sempre necessario”. Importanti provvedimenti
anche rispetto alle figure che hanno accesso ai dati presenti in un
sistema con nuove regole che verifichino l’attendibilità e la
competenza delle persone incaricate ad entrare in contatto con
informazioni dei dati.

Tra presente e futuro, insomma, al centro dell’attività già
svolta dal Garante e il suo obiettivo restano soprattutto i
“problemi legati all’uso delle nuove tecnologie. Una su tutte i
social network, Facebook in particolare, che ha messo il Garante
“di fronte alla pericolosità di un uso sprovveduto delle nuove
opportunità della rete”. Tra gli obiettivi per il futuro –
tenendo presente il cambiamento dell’intera dimensione
tradizionale dello spazio del cittadino – dunque, tutte le
questioni legate ad Internet, ed in particolare il delicato
rapporto tra “sicurezza e libertà”, così come quello tra
informazione tradizionalmente intesa e pubblicazione online o
aggregazione online di notizie e interrogazioni parlamentari
tramite motori di ricerca generalisti.