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Procura di Roma contro StreetView. “Interferenze sulla privacy”

Aperto un fascicolo sul servizio di Google dopo l’invio a Piazzale Clodio di un’istruttoria da parte del Garante. Il motore di ricerca pronto a collaborare

27 Ott 2010

Interferenze illecite nella vita privata. E' quanto ipotizza la
Procura di Roma che ha aperto un fascicolo processuale in relazione
a Google StreetView. L'indagine nasce da una segnalazione del
Garante della privacy che nelle scorse settimane ha inviato
un'istruttoria a piazzale Clodio sul servizio offerto dal
motore di ricerca. Il fascicolo, che è stato affidato dal
procuratore capo Giovanni Ferrara al Pm Eugenio Albamonte, è al
momento a carico di ignoti.

L'inchiesta della Procura punta la sua attenzione sulle
informazioni sensibili, presenti nelle reti WiFi, che Street view
avrebbe captato durante il percorso compiuto dalle ''Google
cars'', i veicoli che circolano nelle città acquisendo
immagini fotografiche di luoghi e persone poi pubblicate online
attraverso il servizio Street View.

Al momento gli inquirenti sono in attesa che la società americana
metta a disposizione, almeno in parte, dati che dimostrino che gli
elementi raccolti dalle reti wireless non siano
''completi'' ma che si tratta solo di porzioni di
informazioni, impossibili da essere utilizzati anche per pirati
telematici esperti.

Google, da parte sua, difesa dagli avvocati Giulia Bongiorno e
Giuliano Pisapia, è pronta a collaborare e sarebbe pronta a
risolvere la questione alla luce del fatto che i dati raccolti
dalle proprie apparecchiature non sarebbero mai stati utilizzati o
comunicati a terzi. Sarebbe stata, inoltre, la stessa azienda di
Mountain View a comunicare alle autorità competenti di aver
captato dati sensibili.

A confermare che l'azione della procura nasce da una
segnalazione dell'Authority per la Tutela dei dati personali,
lo stesso Garante, Francesco Pizzetti, impegnato a Gerusalemme in
un convegno internazionale. ''La Procura di Roma ha
agito
su nostra segnalazione – ha detto -.  Il problema non riguarda
tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto
che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless,
compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono
comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione
saremmo ancora più coinvolti come privacy''.

''Per questo – ha detto ancora – abbiamo fatto la
segnalazione. In Italia per legge non è possibile usare
apparecchiature che captino trasmissione di dati senza
autorizzazione. Se avviene può costituire illecito penale. Da qui
la nostra richiesta alla procura che oggi ha agito''.

Il Garante della Privacy ha
chiesto
al motore di ricerca di fornire ai cittadini
dettagliate notizie sul passaggio delle auto che si muovono
raccogliendo immagini fotografiche, affinché possano decidere in
piena libertà i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di
sottrarsi alla “cattura” delle foto e allontanarsi dai luoghi
ripresi. Le cars dovranno dunque essere corredate di una
segnaletica che ne permetta il riconoscimento a meno di non voler
incappare in sanzioni fino a 180mila euro.

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