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Rodotà: “Banda larga, dietro il ritardo la paura dell’informazione”

Il giurista ex Garante per la Privacy: “Motivi politici e non solo imprenditoriali alla base del digital divide italiano”

05 Lug 2011

Oggi c'è "timore dell'informazione", con
"una politica possessiva che dell'informazione vuole
tenere qualche briglia". A dirlo è il giurista Stefano
Rodotà, ex Garante della Privacy, intervenendo all'evento
"Ultima chiamata", indetto dall'Associazione Stampa
Romana sull'emergenza editoria.

"I notevoli ritardi italiani sulla banda larga – spiega
Rodotà – non sono solo questione di incapacità imprenditoriale.
In parte credo siano legati al fatto che la rete mette in
circolazione una quantità di informazioni che non sono
controllabili. La vicenda della P4 dimostra come sia possibile
governare l'intero sistema dei media, ma quando c'è
un'alternativa con i social network tutto crolla".

"Oggi – prosegue – il conflitto è sulla costituzione della
sfera pubblica. E nessun'altra situazione al mondo è
paragonabile a quella italiana". Quanto alla legislatura in
materia di Web, "oggi si vorrebbe cancellare tutto con una
delibera che lo stesso popolo della Rete rifiuta", sottolinea
Rodotà, riferendosi al testo che l'Agcom si appresta a varare.