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Siae: supertassa Internet per pagare video e musica

Società autori editori a dialogo con le compagnie telefoniche per l’inserimento di un extra all’interno del canone: servirà a pagare la fruizione dei contenuti audiovideo

10 Dic 2009

Dare ai consumatori un'offerta di prodotti audiovideo legale,
alternativa alla pirateria, concertata con le compagnie telefoniche
ma anche con tutti gli operatori del settore. E' questo
l'obiettivo per il 2010 della Siae in tema di rispetto di
diritti d'autore nell'era di Internet e delle
multipiattaforme.

"Stiamo dialogando con le compagnie telefoniche per inserire,
con un extra all'interno del canone, il pagamento della
fruizione dei prodotti audiovisivi – ha detto Virginia Filippi,
consulente multimediale della Siae, in un incontro organizzato
dall'Anart (l'associazione nazionale degli autori teatrali
e tv) a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Rai e
Mediaset -. Bisogna iniziare a cambiare le abitudini del
consumatore, come è stato fatto per il settore delle scommesse
clandestine: da quando sono state legalizzate il gettito erariale
ha superato quello dell'Iva".

Secondo Filippi il coinvolgimento delle compagnie telefoniche per
il pagamento del "valore generato" e non della
"singola fruizione" nasce dalla considerazione che in
Italia "la media dei contenuti audiovideo è di 1.300 files al
mese" e che "il pirata medio non è un ragazzino ma
appartiene alla fascia d'età 25-44 anni, quella che in altri
mercati viene definita responsabile d'acquisto".

"Oggi il valore della pirateria è dieci volte il valore
legale: in Italia è stimato in 300 milioni di euro – ha ricordato
Filippi -. La Siae è da tempo impegnata su questo fronte: abbiamo
creato Legal Bay, in contrapposizione a Pirate Bay, una piattaforma
di offerta integrata di contenuti audiovideo che prevede accordi
con i titolari dei diritti. Stanno aderendo produttori musicali e
cinematografici, siamo in contatto con produttori
televisivi".

"E' arrivato il momento di non parlare più di Internet,
ma di un'azione comune e tempestiva per capire come e dove
andare a prendere i guadagni", ha detto Carlo Nardello,
amministratore delegato di Raitrade, mentre David Bogi di Mediaset
Premium ha spiegato "che oltre alla questione dei pagamenti è
importante considerare i diversi terminali di fruizione (tv, pc,
cellulari) che forse necessitano di contenuti creati ad hoc".