Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Spagna in prima linea contro la pirateria. Via a commissione “anti-download illegale”

La Commissione per la Protezione della proprietà intellettuale potrà decidere, in prima istanza, di far sparire dal Web siti e portali dove scaricare illegalmente, anche senza sentenza dell’autorità giudiziaria

02 Dic 2009

Continua la sfida del governo spagnolo ai pirati digitali. Dopo
l’approvazione della Ley de Economia sostenibile che norma la
protezione del copyright, il ministro della Cultura, Ángeles
González-Sinde (nella foto), ha annunciato la creazione di un
organismo ad hoc che si occuperà di tutela il diritto
d’autore.

La Commissione per la Protezione della proprietà intellettuale
potrà decidere, in prima istanza, di far sparire dal Web siti e
portali dedicati al download illegale, anche senza sentenza
dell’autorità giudiziaria. “La commissione porterà avanti un
procedimento amministrativo con tutte le garanzie – ha precisato
il ministro – e deciderà se sia il caso di appellarsi a giudice.
In ogni caso a nessun utente verrà impedito di connettersi al
Web”. Il nuovo organismo, infatti, non avrà il potere di
decidere di staccare la linea all’utente “pirata” – la
disconnessione può avvenire solo su sentenza del giudice, dice la
Ley de Economia Sostenibile – però potrà decidere di bloccare
siti, anche di peer-to-peer, che violano le leggi sul diritto
d’autore.

La commissione dipenderà dal ministero della Cultura e sarà
composta da cinque membri eletti anche in collaborazione con il
ministero dell’Industria.

L’organismo  potrà rivolgersi ai provider per identificare i
siti dove si può scaricare illegalmente e questi saranno obbligati
a consegnarli. I siti, dal canto loro, potranno raccogliere il
primo invito a “cambiare business model”; in caso di rifiuto
potranno essere sanzionati con il blocco sul Web. “In ogni caso
avranno il diritto di essere ascoltati in commissione”, ha
precisato la Gonzáles-Sinde.