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Take over Google-Ita, scende in campo anche Microsoft

Fa la voce grossa la lobby contro l’acquisizione dell’azienda attiva nel travel online. Si punta a ottenere il “niet” del dipartimento di Giustizia Usa per violazione delle leggi antitrust

15 Dic 2010

Fa la voce grossa il gruppo di aziende americane che si oppongono
all’acquisizione di Ita Software da parte di Google: Microsoft ha
fatto il suo ingresso ufficiale nella lobby che sta cercando di
convincere il governo Usa a bocciare la proposta di acquisto da
parte di Big G (per 700 milioni di dollari) della società che
realizza software di travel-information. In ballo possibili
violazioni degli accordi sulla concorrenza. Intanto Google non si
ferma: vuole anche Twitter per rafforzare il business della
pubblicità.

La coalizione
 FairSearch.org (che include, tra gli altri,
Expedia, Farelogix e Kayak.com) ha reso noto che Microsoft, insieme
agli altri membri, si impegnerà a dimostrare "che le aziende
sono preoccupate dalla grave minaccia posta ai consumatori
dall’accordo tra Google e Ita sul mercato dei viaggi
online".

Ita Software, che Google ha annunciato di voler acquisire a luglio,
fornisce tecnologie per raccogliere informazioni sui viaggi (in
particolare i voli aerei) a diverse aziende, tra cui la stessa
Microsoft.
 I concorrenti temono che Google possa usare il suo
potere di mercato come motore di ricerca leader (controlla il 66%
della search negli Usa) per ostacolare la competizione
nell’industria del travel online.

Ad agosto il dipartimento della Giustizia americano ha informato
Google che avrebbe esteso la sua usuale revisione antitrust
dell’accordo con Ita facendo partire un secondo esame per
raccogliere ulteriori dettagli.
 Obiettivo di
 FairSearch.org
è proprio convincere il dipartimento della Giustizia Usa ad
apporre il veto alla proposta di acquisizione di Google.

"Come cliente di Ita Software, la possibilità per Microsoft
di fornire ai consumatori sistemi innovativi per trovare i voli
migliori ai prezzi più bassi online, dipende dalla competitività
del mercato”, ha dichiarato l’azienda di Redmond. “Microsoft
si unisce perciò a FairSearch.org per contribuire a dimostrare
come il proposto merger Google-Ita possa danneggiare i consumatori
rallentando l’innovazione e facendo salire i costi dei
viaggi”.

“Microsoft è il nostro maggior concorrente e ogni volta che
Google decide un’acquisizione fa azione di lobby contro. Non
siamo sorpresi”, è il commento da Mountain View.

Intanto Google muove alla volta di Twitter. L’integrazione dei
promoted tweets nel servizio di ricerca real-time, attiva da
novembre, ha coinciso con la rivelazione che l’azienda di
Mountain View avrebbe tentato, ancora senza successo, di comprare
il sito dei conguettii. Il colosso della ricerca avrebbe presentato
un’offerta iniziale di 2,5 miliardi di dollari, definita un
“insulto” dai fondatori di Twitter. Google sarebbe quindi
tornata all’attacco mettendo sul piatto 4 miliardi, ma ottenendo
solo un altro rifiuto. Paul Byrne, senior account manager di
Greenlight, società specializzata in search marketing, pensa che
queste voci siano il segnale di trattative ancora in corso tra le
due aziende, mentre l'inserimento dei tweets pubblicitari nei
servizi offerti da Google sarebbero il primo passo
dell’integrazione tra le due aziende.

Secondo Byrne un allineamento tra Twitter e Google sarebbe molto
conveniente per entrambe, nonché per gli inserzionisti, dando a
Google un prezioso biglietto di ingresso nel settore social e a
Twitter una platea di utenti enorme. “Comprare Twitter sembra un
buon affare per tutte e due le aziende, se si troverà l’accordo
sul prezzo”, afferma Byrne.

Il top manager pensa anche che, benché al momento i promoted
tweets appaiano solo nella sezione real-time di Google, presto
potrebbero arrivare sulle normali pagine dei risultati del motore
di ricerca. Tutti i player del settore stanno cercando di integrare
i risultati provienienti dai siti sociali, Bing compreso, che ha
una partnership con Facebook. Meno probabile, invece, che Google
integri i promoted tweets nella sua piattaforma pubblicitaria
Adwords, potenzialmente cannibalizzando la sua principale fonte di
guadagno.

Tuttavia, lo scenario cambia se Google e Twitter diventano la
stessa azienda: in questo caso i tweets promozionali potrebbero
diventare parte integrante del macchinario pubblicitario di Google.
Le pubblicità a pagamento di Twitter si trasformerebbero in una
nuova piattaforma di Google per gli inserzionisti, dando loro una
scelta sempre più ampia, perché i tweets possono essere
commentati e rispediti, creando un effetto a catena impossibile con
Adwords. “Questo è il vero valore di un’eventuale acquisizione
di Twitter da parte di Google”, sottolinea Byrne.

I media sociali e il marketing sui media sociali sono aree in cui
Google è ancora debole, secondo Greenlight: per questo
l’espansione di Facebook preoccupa tanto Mountain View. Anche se
Google resta il motore di ricerca più usato del mondo, il modo in
cui le persone passano il tempo online sta cambiando a favore dei
social network. Allearsi con Twitter permetterebbe a Google di
superare il suo tallone d’Achille, conclude Byrne: darebbe ai
suoi inserzionisti una nuova piattaforma di valore e farebbe di
Google una web company “completa”.