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SCENARI

Tv del futuro, Martusciello: “La sfida si gioca puntando sui contenuti originali”

Il Commissario Agcom: “L’esplorazione di modelli di alleanza con le nuove piattaforme digitali sarà strategica per il sistema broadcasting italiano”. Sulla liberazione della banda 700 Mhz: “La cessione di frequenze sarà compensata dalle nuove tecnologie di trasmissione e codifica”

25 Ott 2018

La Tv italiana vincerà puntando sui contenuti originali la sfida con il digitale. Non solo, ma anche esplorando modelli di alleanza con le nuove piattaforme. Lo ha detto Antonio Martusciello commissario Agcom intervendo alla conferenza annuale di HD Forum Italia. Secondo il commissario, in uno scenario tecnologicamente evoluto “di competizione e complementarietà fra diverse modalità di distribuzione e fruizione”, resta ferma la centralità della produzione dei contenuti: la strategia da percorrere deve puntare a un “proficuo sodalizio con l’innovazione e gli aspetti tecnologici in grado di consentirne una più ampia distribuzione”.

Lo scenario disegnato da Martusciello vede le Tv impegnate in un complicato processo. Entro il 2022 i broadcaster abbandoneranno la banda 700 Mhz – già assegnata con l’asta 5G alle telco – e dovranno “stringersi” in una banda adiacente, la sub-700: una manovra complessa sul cui terreno si stanno consumando una serie conflitti più o sottotraccia tra il Governo e le emittenti – con tanto di ricorsi già in atto – a caccia di una compensazione per il “trasloco”. Ma il minor meno frequenze sarà compesato dalle nuove tecnologie di trasmissione, annota il commissario: “L’adozione delle più avanzate tecniche di trasmissione e codifica può in qualche modo compensare la cessione di frequenze alle telecomunicazioni”. Riguardo invece all’eventualità di un futuro ingresso delle tlc anche nella restante porzione di spettro destinato alla televisione – la cosiddetta banda sub700MHz (470MHz – 694MHz) – il Commissario ha evidenziato che “considerando sia l’aspetto commerciale che quello sociale, non è al momento possibile concludere che, in Italia, il trasferimento di altre risorse dalla TV alle telecomunicazioni sarebbe vantaggioso”.

“Le reti a larga banda sono divenute dei temibili competitor per quelle televisive ma l’offerta televisiva terrestre, calata nell’attuale scenario multipiattaforma, continua a mantenere un suo forte appeal” ha detto Martusciello. È dunque possibile che, in futuro, “il digitale terrestre continui a mantenere un suo spazio integrandosi con altre forme di fruizione in un’ottica di complementarietà”.

Il commissario ha evidenziato come in Italia, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei, non è presente una valida alternativa alla piattaforma televisiva digitale terrestre in quanto “non può contare su una rete per la TV via cavo e i servizi audiovisivi veicolati dalle reti a larga banda hanno una penetrazione non paragonabile a quelli diffusi dal digitale terrestre”. Martusciello ha anche ricordato come nemmeno la piattaforma satellitare sia in grado di competere perché “in Italia la TV digitale terrestre è diffusa in modo capillare ed è profondamente radicata nelle abitudini e nella cultura dei cittadini: per questo rappresenta strumento essenziale per il pluralismo e l’accesso generalizzato a cultura, informazione e intrattenimento. All’importanza sociale si affianca poi un ruolo commerciale ancora di primo piano che può ulteriormente evolvere in futuro”.

Un dichiarazione a cui ha replicato a stretto giro, a margine dell’assemblea annuale dell’associazione HD Italia l’amministratore delegato di Eutelsat Italia, Renato Farina: “Oltre il 30 per cento della platea televisiva italiana è raggiunta dal satellite – afferma – il satellite Hotbird di Eutelsat porta la televisione all’incirca a 10 milioni di famiglie su una platea complessiva stimata in 24 milioni telespettatori. Il trend del satellite in Italia è in crescita. Proprio la piattaforma satellitare gratuita diffusa da Hotbird  a 13 gradi est – specifica Farina – attualmente conta quasi 3 milioni e mezzo di smart card attive. E può giocare un ruolo chiave anche per le televisioni locali alle prese con il refarming della banda 700 Mhz”.

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