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Twitter ora punta ai cinesi (residenti all’estero)

Bloccato in Cina, come pure Facebook e Youtube, il social network annuncia il lancio della piattaforma anche in lingua hindi, tagalog e malay

16 Set 2011

Twitter ha aggiunto anche la lingua cinese ai suoi servizi. Lo
riferisce oggi il quotidiano cinese, Global Times. La decisione del
social network sarebbe derivata dalla volonta' di rendere
fruibile Twitter anche per i cinesi che vivono al di fuori della
Cina, visto che il popolare portale, come pure diversi altri,
e' ancora inaccessibile nel paese di mezzo.

Il nuovo servizio sara' sia in cinese tradizionale che
semplificato. Twitter, che e' ora disponibile in 17 lingue, ha
annunciato il lancio dei suoi servizi anche in altre tre lingue
asiatiche come l'Hindi, il Tagalog (una delle lingue principali
delle Filippine) e il Malay. Secondo quanto fatto sapere dalla
portavoce di Twitter, Carolyn Penner, il noto social network conta
al momento su un mercato di 35 milioni di persone provenienti da 30
diversi paesi.

Considerati i numeri cinesi (si parla di 485 milioni di utenti di
internet in Cina, secondo i dati forniti dal centro per le
informazioni e il network di internet cinese) e' evidente che
Twitter, se potesse arrivare anche in Cina, potrebbe allargare in
maniera esponenziale il proprio raggio di azione, aumentando, di
conseguenza anche i propri guadagni (Twitter ha un ricavo di 1,75
dollari per ogni utente).

A partire dal 2009 Twitter, Facebook e Youtube sono stati bloccati
in Cina, dove e' possibile accedervi solo se il proprio pc e
dotato di una Vpn, cioe' di un software che consente di
bypassare la censura cinese. Non potendo utilizzare i social
network stranieri in Cina hanno cominciato a fiorire piattaforme e
microblogs locali come Tencent (che ha circa 175 milioni di utenti
al mese), Sina (con 141 milioni di utenti) e Sohu (con 65 milioni
di utenti).

Secondo molti analisti, indipendentemente dalle restrizioni
esistenti, Twitter in Cina potrebbe dunque avere difficolta' a
trovare un suo spazio, anche a causa delle barriere non solo
linguistiche ma anche culturali. Nonostante cio' tuttavia, le
societa' internazionali non sembrano aver smesso di guardare
con interesse alla Cina. Nel 2010 durante un suo viaggio privato in
Cina, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, si reco' in
visita presso il motore di ricerca cinese Baidu e il gigante delle
telecomunicazioni cinese, China Mobile. Molti videro in quella
visita un primo tentativo di approccio da parte del papa' di
Facebook al mercato cinese, una ricerca di apertura che tuttavia,
almeno sinora, non pare avere avuto alcun seguito.