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Ue, un marchio a garanzia del commercio elettronico

Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di sbloccare il giro d’affari ostaggio delle differenti legislazioni nazionali

21 Set 2010

Un marchio europeo per garantire l'affidabilità dei siti web
che vendono merci e servizi. Lo ha proposto oggi il Parlamento
europeo, allo scopo di incoraggiare il commercio elettronico
transfrontaliero. Un giro d’affari poco sfruttato dai cittadini
dell’Ue, ostaggio delle 27 differenti legislazioni che regolano
l’e-commerce a livello nazionale.

Internet risulta il canale più veloce di vendita al dettaglio, ma
solo un consumatore su tre prenderebbe in considerazione
l'acquisto online di prodotti provenienti da un altro paese.
Gli eurodeputati puntano perciò il dito sulla discriminazione dei
consumatori che scoraggia le transazioni oltre confine e chiedono
la creazione di un marchio Ue per i siti di e-commerce affidabili,
sotto la supervisione della Commissione europea.

Il Parlamento chiede in sostanza agli Stati membri di eliminare le
barriere al commercio elettronico, e alla Commissione di dare vita
ad un sistema di allerta rapido per le frodi digitali.

''L'e-commerce è uno strumento dall'enorme
potenziale per rafforzare la competitività del mercato unico
europeo, e fornisce nuove opportunità in tempi di crisi'',
ha dichiarato il relatore Pablo Arias Echeverria, del Ppe.

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