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Usa, 25 lobby a difesa di Google

Domani l’udienza di Schmidt al Senato per rispondere alle accuse di posizione dominante nella ricerca Internet. Ma sono molte le società del “network” pronte a sostenere il gigante del web

20 Set 2011

Google si è preparata adeguatamente all’udienza di fronte al
Senato americano prevista per mercoledì in cui dovrà rispondere
ai dubbi e ai quesiti dei parlamentari sulla sua posizione
dominante sul mercato della Internet search: il colosso di Mountain
View ha assunto almeno 13 società di comunicazione e lobby da
maggio ad oggi, come rivela il Wall Street Journal. Si tratta di
società che da quando la Federal Trade Commission ha intensificato
lo scrutinio del business di Google si battono per difendere la sua
condotta.

Sale così a 25 il totale delle lobby e degli esperti di
comunicazione che si occupano di difendere il business di Big G nel
mondo della politica. Molte sono società legate agli ambienti
Repubblicani e lavorano su temi quali l’antitrust e la privacy
online.

A presentarsi di fronte al Senato domani sarà l’executive
chairman Eric Schmidt, che cercherà in ogni modo di non mostrarsi
spavaldo e poco convincente come fece Bill Gates nel 1998: allora
sotto i riflettori del Congresso americano era finita la posizione
dominante del sistema Windows. L'udienza di Gates non andò
molto bene: due mesi dopo, il governo Usa colpì Microsoft con una
causa antitrust accusandola di abuso di posizione dominante sul
mercato dei sistemi operativi per Pc.

Come Microsoft allora, anche Google oggi dipende pesantemente dal
suo prodotto principale, la ricerca Internet, dove domina il
mercato, con due terzi delle ricerche negli Usa e oltre l’80% in
molti Paesi europei (dati comScore). Oggi Microsoft è tra le
principali aziende che attaccano Google sostenendo che
l'azienda utilizzi il suo dominio nella web search per
guadagnare posizioni di dominio anche in altri servizi. Google ha
sempre replicato di avere come unico obiettivo il miglior interesse
degli utenti e che esistono tanti competitor a portata di click per
chiunque.

Secondo il Wsj, Google ha appreso la lezione tramandata
dall’esperienza di Bill Gates e cercherà innanzitutto di non
mostrarsi arrogante. “Capiamo che un’azienda come la nostra
possa finire sotto scrutinio e siamo pronti a rispondere a ogni
domanda dei senatori sul nostro business," ha dichiarato una
portavoce di Mountain View.

Schmidt ha anche già visitato i senatori del Judiciary Committee
nelle scorse settimane, e uno dei più alti ingegneri di Google,
Matt Cutts, si è recato al Campidoglio per respingere le accuse
secondo cui Google cambi continuamente la sua formula per la
ricerca per sbaragliare la concorrenza. Da parte loro i
co-fondatori Larry Page (ora anche Ceo) e Sergei Brin non hanno
smesso di incontrare politici a Washington nel corso dell'anno.