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Usa, gli studenti di Princenton boicottano Kindle

Il device è piaciuto poco anche all’università di Portland dove è un progetto pilota è stato rimandato all’attenzione di Amazon con tanto di consigli su come migliorare il prodotto

29 Set 2009

Kindle? Non un affare da università. Il lettore di e-book
sviluppato da Amazon, fino a questo momento leader sostanzialmente
incontrastato del mercato, ha fatto un mezzo buco nell’acqua nel
prestigioso ateneo di Princeton, dove veniva usato in un progetto
pilota che coinvolge una cinquantina di studenti spalmati su tre
corsi. Stando alle osservazioni – non tutte tenere – rivolte
dagli universitari, i problemi principali riguarderebbero la
facilità di girare le pagine e quella di prendere appunti a
margine del testo. “Mi secca passare per un  Luddite (movimento
inglese dell’800 che combatteva gli sviluppi tecnologici) – ha
scritto Aaron Horvath, un ventunenne alunno di Princeton sulle
pagine del “The daily Princetonian” – ma questa tecnologia
non va bene per un corso universitario”.

Osservazioni seguite a quelle che sono arrivate dall’Università
di Portland, dove un altro progetto pilota è tornato indietro
assieme a 10 suggerimenti su come migliorare il devices, e che
hanno fatto rispuntare voci su una volontà di Amazon di aprire il
suo devices agli sviluppatori, sia per non restare indietro sia per
conquistare nuovi mercati contro concorrenti sempre più
agguerriti.

Anche perché, stando ad un sondaggio condotto da Retrevo, un sito
internet di recensioni di oggetti tecnologici, saranno proprio i
lettori per ebook ad infiammare il mercato natalizio americano:
secondo la rilevazione, infatti, una persona su cinque intenderebbe
comprare o regalare uno di questi devices per Natale, anche
approfittando dei prezzi in discesa dopo le ultime uscite che hanno
aumentato la concorrenza. I lettori di Amazon sono ancora in testa
alle preferenze di chi ha risposto al sondaggio, ma Sony e gli
altri produttori stanno conquistando terreno in un mercato
potenzialmente molto interessante, visto che la maggior parte degli
intervistati sono uomini sotto i 35 anni con un reddito superiore
ai 100mila dollari.