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Via libera al trattato Acta, testo unico anti-pirateria

Pubblicato il documento definitivo per la difesa del copyright a livello internazionale. Gli Internet provider chiamati a fornire i dati degli internauti

16 Nov 2010

Le autorità made in Usa pubblicano il testo definitivo
dell'Acta (Anti counterfeiting trade agreement), l'accordo
internazionale anti contraffazione firmato da diversi paesi fra cui
Stati Uniti, Ue e Giappone. Il trattato, siglato a porte chiuse, va
nella direzione di una normativa unica a livello internazionale in
tema di tutela del diritto d'autore.

Il documento si trova ancora sotto la lente del legislatore, ma
già adesso può contare sul sostegno di diversi stati, in
particolare quelli dell'Ue, la Gran Bretagna, il Canada, la
Svizzera, gli Stati Uniti e il Giappone. Anche gli Stati Uniti
hanno licenziato con soddisfazione il testo definitivo del
trattato.

Dal punto di vista legale, l'accordo anti contraffazione
comprende materie sensibili, come la policy sulla tutela del
copyright e dei diritti d'autore nel settore audio e video.
Buon per loro, meno per gli internauti.

"Politiche attive nel contrastare i furti IP, come quelle
promosse dall'Acta, sono necessarie per assicurare la nostra
ripresa economica, proteggendo gli innovatori, i consumatori e i
lavoratori americani", dicono le autorità statunitensi.
"Il Centro globale in difesa della proprietà intellettuale
americano plaude al Dipartimento del commercio e alle controparti
per il loro serio lavoro e impegno per la conclusione di questo
accordo entro l'anno".

Il ministero del Commercio americano ha fatto sapere che, fatte
salve le modifiche che saranno necessarie al testo
dell'accordo, il trattato aiuterà la cooperazione fra una
quarantina di paesi, creando un criterio comune e condiviso nella
difesa del copyright.

Il trattato intende tutelare il diritto d'autore a livello
internazionale, promuovendo "la cooperazione fra i service
provider e i detentori di diritti ogni qualvolta si ravvisino gli
estremi di violazione dei diritti d'autore". In altre
parole, gli Isp saranno obbligati a comunicare informazioni sugli
abbonati ai media, su richiesta di questi ultimi. Un provvedimento
già in vigore in Gran Bretagna, in seguito al Digital Economy
Act.

A livello locale, i diversi governi dovrebbero aderire al trattato,
con l'autorità di comminare multe e imporre risarcimenti di
danni ai trasgressori. L'entità delle multe saranno
discrezionali, in relazione alle perdite di utili per i detentori
dei diritti d'autore.