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Video online, nuovo business per i brand

Ricerca YuMe: trasferendo il 10% del budget pubblicitario dalla tv alla rete le aziende possono raggiungere a costo zero nuove fasce di pubblico

04 Feb 2011

Gli inserzionisti non hanno ancora colto a pieno le opportunità
offerte dalla pubblicità online e dal sensazionale sviluppo del
video su Internet, eppure, secondo uno studio commissionato
dall’americana YuMe alla Frank N. Magid Associates, il 66% degli
utenti abituali del video online guarda oggi molti più video
rispetto a un anno fa e potrebbe essere raggiunto più spesso e con
nessuna spesa aggiuntiva rispetto ai tradizionali spettatori della
tv con le brevi ed efficaci video ads.

Lo studio di YuMe, che realizza tecnologie per il video
advertising, ha scoperto che il 48% degli utenti probabilmente
guarderà più video online nel 2011 rispetto al 2010. La qualità
dei contenuti dell’online video viene ormai considerata
all'altezza di quelli proposti dalla televisione, anzi il 50%
del campione sottolinea che può trovare online contenuti più
esclusivi che in tv.

Chi sono gli utenti-tipo? Più donne che uomini, di età media e
con un alto grado di istruzione. Il 49% guarda i video su Internet
tutti i giorni, per una media di 7 ore a settimana. A dominare è
il contenuto in formato breve: il 70% di chi ha risposto al
sondaggio vede clip di programmi che durano meno di 5 minuti. Su
Internet finisce l’era del palinsesto predefinito: i video online
piacciono perché sono disponibili quando vuole l’utente, non
quando li programma l’emittente.

Dove sono dunque le opportunità per gli inserzionisti? Chi guarda
i video online, rivela YuMe, è più attento alle pubblicità: il
multi-tasking è frequente con gli spot in tv, ma quando si
guardano le pubblicità collegate con i video online, che sono più
brevi e mirate, gli utenti di solito si lasciano incuriosire. Il
58% del campione rivela infatti che, ogni volta che parte la
pubblicità in televisione, si alza e fa qualcos’altro in casa,
contro il 26% che adotta lo stesso comportamento con le ads
online.

Questi utenti che hanno l’abitudine di consumare molti video
online, e che riducono sempre più il tempo che passano davanti al
piccolo schermo, non possono essere raggiunti solo con la
pubblicità in tv, conclude YuMe. Che cosa accade dunque a un
inserzionista di un noto brand che trasferisce parte (dal 5 al 15%)
del suo budget per la tv al canale web? Secondo un’analisi
separata condotta da YuMe basandosi su dati Nielsen e tre fasce
demografiche (donne 18-54, donne 25-34, uomini 25-34), con le
pubblicità inserite nei video online il brand ha raggiunto più
pubblico e acquisito accesso a utenti che non avrebbe raggiunto con
la sola tv, e senza alcuna spesa aggiuntiva; in più è aumentato
il numero di persone che ha guardato le pubblicità più volte,
mentre per l’inserzionista è notevolmente sceso il costo per
migliaia di impressioni (Cpm).

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