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Yahoo! nel mirino di Aol. Armstrong punta alla fusione

Il ceo di America on line presenta il piano agli azionisti: operazione da 1,5 miliardi di dollari per integrare le due Internet company. Obiettivo: aumentare l’audience e attrarre più pubblicità. Ma c’è l’ostacolo Alibaba

13 Ott 2011

Grandi manovre tra le Internet company made in Usa. Il ceo di Aol
Tim Armstrong sta infatti pensando a una fusione con Yahoo! del
valore di 1-1,5 miliardi di dollari. Armstrong punta ad un’intesa
che combini le due società in un unico polo Web in grado di
attrarre un’audience maggiore e, quindi, più azionisti e
pubblicità.

Già oggi Yahoo! e Aol hanno degli azionisti in comune, a
cominciare da Capital Research, BlackRock, Vanguard e State Street.
Per “spingere” il suo piano l’Ad di Aol ha incontrato nelle
scorse settimane i suoi azionisti. Come rivela a Reuters uno dei
maggiori 20 azionisti di Aol “l’attenzione si è concentrata su
come effettuare l’eventuale operazione: quali attività mantenere
separate e quali sono i business da cui si può estrarre più
valore”.

Secondo Armstrong la fusione potrebbe generare 1/1,5 miliadi di
risparmi derivanti dalla fusione dei data center e della produzione
i comune di notizie, soprattutto quelle di sport, intrattenimento e
finanza. Inoltre sta cercando di convincere gli azionisti che
l’operazione potrebbe fare gola alle agenzie di pubblicità in
cerca di piattaforme utilizzate da un pubblico sempre più
vasto.

Anche la cinese Alibaba è interessata al futuro di Yahoo! tanto da
cercare un finanziamento per un buy back da Yahoo!, come
"antipasto" di una vera e propria fusione.  Alibaba è
posseduta al 40% da Yahoo. "Abbiamo un forte interesse per
Yahoo!", aveva detto detto Jack Ma, presidente di Alibaba,
all'ndomani del licenziamento del ceo di Yahoo! Carol
Bartz.

Negli Usa l’eventuale acquisizione di Yahoo! da parte di Alibaba
solleva però preoccupazioni sul fronte della privacy. "Il
legislatore dovrebbe opporsi, i dati di aziende americane non
devono finire sotto il controllo di un’azienda straniera, che ha
contatti con il Governo cinese", ha detto al Financial Times
Jeff Chester, responsabile del Centro per la Democrazia Digitale
Usa. Sono più di 2,5 milioni le piccole aziende americane che
usano Alibaba per fare acquisti da produttori di tutto il mondo.