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YouTube macchina da soldi. Google: lo potenzieremo

Il sito di video online supera le resistenze delle major grazie alla strategia “bastone e carota”. Monetizzati oltre 2 miliardi di views settimanali

18 Ott 2010

Non solo ricerca e pubblicità: anche YouTube per Google si è
trasformata in una macchina da soldi, parola dei top executive del
colosso americano. Secondo Jonathan Rosenberg, il senior vice
president of product management di Google, il sito di video numero
uno al mondo riesce a tradurre in denaro più di 2 miliardi di
views a settimana.

Il management di Google ha sottolineato la crescita dei suoi
business emergenti in occasione della pubblicazione della
trimestrale. Le attività di display advertising di Google
viaggiano a un ritmo di 2,5 miliardi di dollari di entrate
annualizzate, mentre il mobile ne produce circa un miliardo, ha
fatto sapere Rosenberg.

 Il chief financial officer di Google
Patrick Pichette ha aggiunto che Google continuerà ad assumere
“aggressivamente per potenziare queste attività”.

La crescita di YouTube, in particolare, secondo un commento
dell’International Herald Tribune, si deve alla “strategia del
bastone e della carota” adottata da Google: poiché il sito è in
alcuni ambienti considerato una piattaforma per diffondere
illegalmente materiale protetto da copyright, l’azienda americana
ha cercato una negoziazione con le major e i detentori di diritti,
garantendo il pagamento dei diritti da un lato e minacciando il
blackout del servizio dall’altro.

Da settembre 2009, nonostante gli ostacoli legali incontrati in
Europa, soprattutto in Germania, Google ha firmato royalty
agreements con società di raccolta dei diritti musicali in sette
nazioni del nostro continente che rappresentano più della metà
del mercato della musica online pan-europeo. Sono accordi del
genere che generano le entrate per YouTube, perché consentono
all’azienda di sistemare le pubblicità accanto ai video musicali
più richiesti.

YouTube raccoglie il 47% degli streams di video musicali online in
Europa, secondo la società di ricerche ComScore. Ad agosto, il
sito ha trasmesso 213 milioni di video musicali nei cinque maggiori
Paesi europei – Uk, Francia, Germania, Italia e Spagna – pari a 2,6
miliardi di streams all’anno. ComScore calcola che ciò dovrebbe
voler dire che Google paga 3,5 milioni di dollari di royalties ogni
anno per la musica su questi cinque mercati.

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