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YouTube vince su Viacom. In Italia regole diverse?

Copyright, un giudice Usa assolve il sito di proprietà di Google in nome del “safe harbor”. La sentenza getta nuova luce sul caso Mediaset-YouTube

24 Giu 2010

YouTube batte Viacom. Festeggiano i paladini della Rete
partecipata. E festeggia, soprattutto, Google (proprietaria di
YouTube) che in un post sul blog ufficiale commenta: “Non è solo
una nostra vittoria, ma di tutti i miliardi di persone che usano il
web per comunicare e condividere esperienze".

Un giudice della corte distrettuale di Manhattan ha respinto la
causa da un miliardo di dollari intentata da Viacom (Mtv, Paramount
e DreamWorks) per violazione del copyright contro il sito di
proprietà di Google. Secondo il magistrato YouTube si è resa
immune all’accusa di violazione perché ha subito collaborato con
i detentori del copyright a rimuovere i contenuti
“incriminati”. E così facendo si è posta nel “safe
harbor”, il porto franco voluto dal Digital Millennium Copyright
Act sullo scambio di dati. Proprio grazie al Dmca il caso sarebbe
stato trattato nello stesso modo di fronte a un tribunale
europeo.

Ma la decisione accende un riflettore sull’Italia. Dove invece la
filosofia della sentenza americana è stata completamente ribaltata
nel processo che ha visto Mediaset vincere la causa contro YouTube
per alcune puntate del Grande fratello. In questo caso il giudice
italiano ha considerato il materiale coperto da copyright talmente
popolare che YouTube avrebbe dovuto rimuoverlo in autonomia, anche
senza notifica da parte di Mediaset. “Dunque una decisione in
contrasto sia con la pratica Ue che Usa” dice Innocenzo
Genna
, specialista in questioni regolamentari Internet e
Tlc, Council Officer di EuroIspa ed ex chairman di Ecta. Non solo:
la sentenza di Manhattan “potrebbe avere impatti anche sul caso
Google-Vividown". Nonostante il caso riguardasse la privacy (e
non il copyright), la velocità di rimozione dei video da parte
dell'hosting avrebbe reso possibile l'applicazione di
regole simili.