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A rischio l’informatica della Regione Abruzzo. Il Pd: “Rinnovare i contratti”

A fine mese resteranno senza lavoro 40 dipendenti Ict. L’appello all’assessore Carpineta: “Senza proroga si mina il funzionamento di molti servizi”

19 Nov 2010

Prorogare i contratti ai precari del servizio informatico della
Giunta regionale: è la richiesta formulata in una lettera inviata
all'assessore regionale al Personale della Regione Abruzzo,
Federica Carpineta, dai consiglieri regionali del Pd Giovanni
D'Amico, ex assessore al Personale, e Claudio Ruffini.

“A quanto ci risulta questi lavoratori sarebbero gli unici
esclusi dalla proroga dei contratti per i precari decisa con legge
del Consiglio Regionale – spiegano D'Amico e Ruffini – questa
situazione qualora risultasse veritiera, determinerebbe un'
evidente ed inspiegabile disparità di trattamento tra coloro che
hanno ottenuto la proroga ed i lavoratori del Sir che non la
otterranno. A fine mese scadranno i contratti di lavoro ed altri
dipendenti saranno disoccupati mentre i servizi regionali saranno
impossibilitati a fornire le prestazioni necessarie”.

A tale proposito i due esponenti del Pd sottolineano che “senza
dipendenti precari infatti molti servizi non saranno più garantiti
e forti saranno le ripercussioni del blocco del Servizio
Informatica della Regione Abruzzo, dove operano circa 40
precari”.

“Questi lavoratori – aggiungono – subiranno un altro duro
affronto: dopo aver visto sfumare un percorso di stabilizzazione
che li contemplasse, adesso si ritroveranno in pochi mesi a passare
dalla condizione di precariato a quella di
disoccupato''.

“L'assessore Carpineta sta dimostrando che la situazione del
personale gli è sfuggita di mano. Concorsi a tempo determinato
banditi, sbagliati, poi modificati ed infine sospesi sine die.
Dipendenti regionali e precari demotivati, senza prospettive di
carriera i primi e senza una prospettiva di lavoro i secondi.
Infine il caos portaborse. “L'assessore aveva annunciato alla
stampa che nell'ultimo Consiglio regionale avrebbe presentato
un emendamento che avrebbe chiarito l'esclusione dalle
procedure concorsuali dei dipendenti di nomina politica. Nessuno ha
visto questo emendamento. Cosa è successo? Chi lo ha
impedito?”

D'Amico e Ruffini, i quali ricordano che il Pd con senso di
responsabilità ha collaborato per trovare soluzioni, vogliono
chiarimenti su tutto il campo, sottolineando però contrarietà
verso la esternalizzazioni dei servizi per sostituire i
privati.

“L'assessore – concludono i due – dimostri una volta tanto
serietà e coerenza tra quello che dice e quello che fa: si era
impegnata con sindacati e tutto il Consiglio regionale, il quale
aveva licenziato all'unanimità una legge apposita, a prorogare
tutti i contratti di co.co.co della Regione e degli enti
partecipati. Se non è capace di fare quello che ha promesso tragga
le dovute conseguenze”.