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Acquisti PA, in un anno triplicate le transazioni online

25 Mag 2009

"È di 3 miliardi e 220 milioni di euro il volume di scambi
gestito attraverso applicazioni di eProcurement dalla Pubblica
Amministrazione italiana nel 2008". Questo il dato più
significativo della ricerca presentata oggi al Politecnico di
Milano e condotta dall'Osservatorio e-Procurement nella PA
della School of Managmente del Politecnico di Milano, secondo
Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio.

"Assolutamente significativo è il tasso di crescita che ha
caratterizzato il transato tra 2007 e 2008, in cui il valore si è
quasi triplicato: a partire dal 2004, in cui il totale transato
tramite tool di eProcurement da Enti pubblici italiani era ancora
marginale, l'eProcurement nella Pubblica Amministrazione si
presenta oggi a oltre 3 miliardi di euro, pari a circa il 2,5% del
totale di beni e servizi acquistati dalla PA del nostro Paese. Come
rilevato già negli anni precedenti,- continua Andrea Rangone – la
maggior parte di questo valore (circa i tre quarti) è relativo a
volumi negoziati con tool di Gare e Aste online (+211% rispetto al
2007), mentre la parte restante è intercettata dagli altri
strumenti elettronici a disposizione della PA italiana, quali i
Mercati elettronici, i Cataloghi di vendita di Operatori privati e
i Negozi online a supporto delle Convenzioni. In questo scenario,
un ruolo chiave è svolto da Consip, che da sola raggiunge quasi il
50% del transato complessivo. In forte crescita anche il transato
gestito da alcune Centrali di Acquisto regionali, Intercent-ER in
particolare".

Lla Ricerca 2009 è basata sull'analisi di circa 110 Enti
pubblici utenti e non utenti di strumenti di eProcurement e su
oltre 50 casi di studio realizzati ai provider pubblici e privati
di soluzioni di eProcurement rivolte alla Pubblica
Amministrazione.

Focalizzandosi su Gare e Aste elettroniche, è di 2 miliardi e 416
milioni di euro il valore del transato che la PA italiana ha
negoziato nel 2008 attraverso questi strumenti, valore che presenta
una crescita del 211% rispetto al 2007. Gli utenti di Gare e Aste
elettroniche evidenziano numerosi benefici derivanti
dall'adozione dell'eProcurement, fra cui, oltre al
risparmio sui prezzi di acquisto, anche incrementi di efficienza e
di efficacia che, se pienamente compresi e sapientemente gestiti da
parte dell'Ente, possono contribuire a creare ulteriore valore
(attraverso la possibilità di focalizzare le risorse su attività
più strategiche e meno operative o "routinarie").

Anche l'utilizzo degli altri strumenti a disposizione della PA
italiana, quali i Mercati elettronici, i Cataloghi online di
vendita e i Negozi online a supporto delle Convenzioni continua a
crescere: il transato realizzato nel 2008 attraverso i Mercati
elettronici e i Cataloghi online raggiunge i 188 milioni di euro,
mentre quello realizzato attraverso i Negozi online a supporto
delle Convenzioni supera i 600 milioni di euro, in crescita del
135% rispetto al 2007.

Gli Enti utilizzatori di Mercati elettronici e Cataloghi online
pongono in primo luogo l'accento sui benefici legati
all'aumento dell'efficienza dei processi di
approvvigionamento. Tra questi risultano particolarmente importanti
l'aumento della semplicità del processo, che rispecchia
l'esigenza degli "acquisitori" della PA italiana di
snellire le procedure per sgravare il lavoro di ufficio, e una
maggiore "controllabilità" della spesa. Un ulteriore
beneficio segnalato che dipende spesso da un utilizzo
"indiretto" dei Mercati elettronici, è quello di poter
fare benchmarking, visionando le offerte di diversi fornitori.

Nel caso dei Negozi online a supporto delle Convenzioni, il
principale beneficio emerso dall'analisi è legato alla
possibilità di evitare di attivare una procedura di gara, oltre
alla possibilità di ottenere sconti aggiuntivi sulle Convenzioni
(a patto che si passi dal Negozio online), alla maggiore facilità
di accesso al Negozio online rispetto ai canali tradizionali e alla
riduzione della documentazione cartacea generata.

"Per ottenere i benefici sopra evidenziati – afferma Paolo
Catti, Responsabile della Ricerca dell'Osservatorio – occorre
che gli Enti sappiano percorrere un sentiero di apprendimento che –
alla base – ha tre requisiti chiave: un chiaro commitment del
vertice sia politico sia organizzativo, un ruolo propulsivo da
parte degli uffici che si occupano di acquisti, una forte
attenzione alla gestione dei cambiamenti organizzativi. In presenza
di queste condizioni, l'eProcurement può diventare un efficace
strumento per innovare profondamente il ruolo degli Acquisti nella
PA: da meramente operativo e burocratico a sempre più strategico e
fonte di valore".

Sono inoltre state anche analizzate le barriere all'adozione di
queste tecnologie, ovvero le motivazioni portate dagli Enti che
scelgono di non avviare alcun progetto di eProcurement o ne
interrompono uno già avviato tornando ad essere "non
utenti". Spesso queste barriere si rivelano essere dei
"falsi miti", come ad esempio la convinzione che i
benefici apportati dall'eProcurement non siano significativi,
la percezione che i fornitori locali non siano pronti, oppure il
timore che non siano disponibili strumenti adeguati, la scarsa
conoscenza degli strumenti esistenti e la convinzione che la
normativa non sia chiara. L'esperienza positiva di numerosi
Enti, di qualsiasi natura e dimensione, che da anni utilizzano gli
strumenti di eProcurement dimostra invece come spesso molte
barriere possono e devono essere aggirate, ridimensionate o
superate al fine di poter sviluppare progetti dal grande
potenziale.

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