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AGENDA DIGITALE

“Agenzia digitale, più poteri a Saccomanni”

La Ragioneria generale dello Stato ritiene opportuno mantenere la vigilanza “in considerazione delle funzioni di controllo e monitoraggio della finanza pubblica”. Il parere espresso in merito al decreto del Fare che pone Agid esclusivamente sotto il controllo di Palazzo Chigi

21 Giu 2013

Federica Meta

Sarebbe opportuno mantenere la vigilanza del ministero dell’Economia e delle Finanze sull’Agenzia per l’Italia digitale “in considerazione delle funzioni di controllo e monitoraggio della finanza pubblica”. È il parere espresso dalla Ragioneria generale dello Stato (Rgs) in merito al decreto del fare che, nell’articolo 19 comma 1, limita la vigilanza dell’ente guidato da Agostino Ragosa alla Presidenza del Consiglio alla sola presidenza del Consiglio. La Ragioneria inoltre ritiene opportuno “mantenere il concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai fini dell’approvazione dello Statuto dell’Agenzia”, sempre in considerazione delle funzioni di controllo del Mef.

Nel decreto inviato alla Rgs per la bollinatura, come anticipato ieri dal Corriere delle Comunicazioni è cancellata – articolo 14 “Misure per favorire la diffusione del domicilio digitale” – la dicitura “Carta di identità elettronica”. Rimane dunque solo il documento unificato.

Altra novità riguarda il Fascicolo sanitario elettronico per il quale Regioni e province autonome dovranno predisporre un piano entro il 31 dicembre 2013. La bozza del dl stabilisce che deve essere trovata la copertura di 10 milioni di euro autorizzati per il 2014 e di 5 del 2015.

Si allarga infine la cabina di regia per l’Agenda digitale. Ne faranno parte anche un presidente di Regione e un sindaco designati dalla Conferenza unificata nonché dai ministri interessati “alla trattazione di specifiche questioni”.

Il decreto, pubblicato oggi in Gazzetta, nel suo complesso riorganizza e rende più snella e operativa la governance dell’Agenda. Anzitutto si ridefiniscono i compiti della cabina di regia che, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, presenterà al Parlamento un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento, nonché delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l’agenda digitale.