Parte Regioni per l’Intelligenza Artificiale (Reg4IA), l’iniziativa strategica promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle Regioni e Province autonome italiane per favorire la sperimentazione di soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale.
Il programma è stato presentato oggi a Genova, presso i Magazzini del Cotone, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica Alessio Butti. “Reg4IA segna un’accelerazione decisiva nel percorso di innovazione del nostro Paese, ponendo l’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale come strumento fondamentale per l’evoluzione dei servizi pubblici”, ha spiegato Butti. “Questa iniziativa rappresenta un modello di regia istituzionale che, grazie alla partecipazione di tutte le Regioni e Province autonome d’Italia, guiderà sperimentazioni territoriali con l’obiettivo di favorirne il riuso e alla replicabilità su scala nazionale, a vantaggio di cittadini e imprese”.
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Cosa prevede l’iniziativa: la dotazione di 20 milioni
Reg4IA è la rete di conoscenza e innovazione che unisce Governo, Regioni e Province autonome per potenziare con l’intelligenza artificiale i servizi pubblici. L’iniziativa, si legge in una nota, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale e le Regioni Liguria, Lombardia, Puglia e Toscana, alla guida di quattro partenariati impegnati su ambiti strategici come salute e turismo, ambiente e mobilità sostenibile, pubblica amministrazione e sicurezza del territorio.
Con una dotazione di 20 milioni di euro dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Reg4IA sostiene quindi la realizzazione di quattro hub interregionali attraverso una specifica iniziativa di collaborazione istituzionale, sul solco del più ampio accordo “Insieme per la Trasformazione Digitale” siglato nel 2023 tra il governo e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
La due giorni ligure
L’evento di oggi, organizzato dalla Regione Liguria in quanto capofila di uno dei progetti sperimentali, ha visto la partecipazione dei principali attori pubblici e privati dell’innovazione e della ricerca.
Il tavolo istituzionale è partito dalle basi poste dal workshop tecnico-operativo, svoltosi il giorno prima all’Acquario di Genova, che ha visto rappresentanti delle istituzioni, gruppi regionali, società in-house, stakeholder scientifici e tecnici condividere buone pratiche e modelli organizzativi per attuare le sperimentazioni innovative in tutta Italia.
I quattro progetti avviati e le rispettive Regioni capofila
Più nello specifico, la Regione Liguria guida il progetto dedicato all’intelligenza artificiale per la salute e il turismo, insieme a Calabria, Lazio, Basilicata, Molise, Piemonte, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento, con l’obiettivo di sperimentare soluzioni innovative per la gestione delle liste d’attesa e dei flussi turistici, migliorando l’esperienza dei cittadini e l’efficienza dei servizi.
La Regione Lombardia è capofila, insieme alla Regione del Veneto, del partenariato sui dati ambientali e la mobilità sostenibile, orientato alla creazione di una “smart land” basata su un’architettura dati federata e su modelli di analisi evoluta per supportare politiche ambientali e di trasporto più efficaci su scala interregionale.
La Regione Puglia coordina invece il progetto dedicato alla pubblica amministrazione, in collaborazione con Abruzzo, Marche, Umbria, Valle d’Aosta, Campania e Provincia Autonoma di Bolzano, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dell’azione amministrativa supportando con l’AI i procedimenti tecnico-amministrativi e i processi decisionali pubblici.
La Regione Toscana, infine, guida l’iniziativa sulla resilienza e sulla sicurezza del territorio con azione pilota 5G, insieme a Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna, mirata al monitoraggio delle infrastrutture, alla prevenzione dei rischi ambientali e alla gestione delle emergenze.
Lo scetticismo verso l’AI: l’innovazione deve essere vicino alle persone
Ma come vengono percepite iniziative del genere in Italia? Nel nostro Paese il 52% dei cittadini dichiara di voler aumentare nei prossimi anni il livello di interazione digitale con la pubblica amministrazione, un dato che fotografa una spinta netta verso i servizi pubblici digitali.
Bisogna però precisare che solo il 40% esprime piena fiducia nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle amministrazioni. A dirlo è uno studio di Accenture sulla trasformazione del settore pubblico nell’era dell’intelligenza artificiale, realizzato su oltre 7mila cittadini e 4mila lavoratori pubblici in 14 Paesi, tra cui l’Italia.
Il punto centrale della trasformazione si gioca quindi sulla capacità di rafforzare trasparenza, sicurezza e comprensibilità dei processi digitali, portando l’innovazione a essere più vicina alle persone.
Lo studio di Accenture evidenzia come l’intelligenza artificiale possa rappresentare un acceleratore per migliorare la qualità dei servizi e ridurre i backlog.
Il 59% dei dipendenti pubblici italiani prevede che l’AI contribuirà a ridurre il carico di lavoro attraverso l’automazione dei compiti ripetitivi. Allo stesso tempo, il 34% ritiene che la capacità di erogare servizi essenziali sia ostacolata da processi digitali inefficienti, mentre il 46% riconosce che il proprio modo di lavorare è cambiato negli ultimi due anni grazie ai nuovi strumenti tecnologici.
Tra le criticità figurano la frequenza dei cambiamenti nei processi e la mancanza di formazione adeguata, entrambe indicate dal 29% del campione. Il tema delle competenze emerge anche a livello globale: solo il 35% delle amministrazioni investe in modo significativo nello sviluppo delle skill legate all’AI.






