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Anno 2211: l’Italia celebra la rivoluzione digitale innescata da Monti

La carta? Solo un reperto storico. La Pubblica amministrazione una “macchina” di servizi web e interattivi. Così il nostro Paese immaginato fra 200 anni

25 Nov 2011

Da un antico manoscritto (anno 2211 DC), ritrovato sotto le macerie
di un vetusto fabbricato romano situato in quella che una volta si
chiamava “Piazza Colonna”.

“La fine dell’anno 2011 dopo Cristo ha segnato la svolta
definitiva dell’Italietta sabauda, grazie all’operato di
qualche coraggioso governante che fu capace, innanzitutto, di
abbattere le straordinarie mura difensive a suo tempo erette
dall’unica, vera, grande Casta: quella che oggi si è scoperto
essere stata la “Grande Loggia della Ceralacca”, costituita da
una congrega di Burontosauri della Macchina Statale al solo scopo
di autoproteggersi e perpetrarsi nei secoli.

Il primo provvedimento dirompente fu il “Decreto MaiPiù”,
chiamato anche volgarmente “Xerox Tax”: l’IVA sui
fotocopiatori venne innalzata al 70%, e contestualmente le risme di
carta A4 furono equiparate alla marjuana ed altre sostanze
psicotrope e ne venne bandita la vendita. Entusiasmo generale si
ebbe allorquando l’invito a presentare offerte tecnico-economiche
in buste sigillate con ceralacca fu equiparato allo stupro di
giovinette, con tanto di obbligo di pubblicazione di foto
segnaletica dell’estensore del bando sul sito Web della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chi tra i funzionari e dirigenti della PA veniva scoperto a
maledire il suo PC (o tablet) e contemporaneamente a idolatrare
feticci di penne d’oca ed annusare la penetrante fragranza
dell’inchiostro “Pelikan”, veniva subitaneamente invitato ad
associarsi alla pittoresca “Colonia degli Ex”, repentinamente
istituita nella ridente isoletta di Pianosa. Lì avrebbe potuto
serenamente concludere i suoi giorni terreni assistendo con
godimento intimo alla proiezione di filmati che mostravano virili
Impiegati dello Stato intenti a timbrare carte sino allo sfinimento
mistico, mentre un gineceo di steno-dattilografe ansimava un
gutturale “vada più piano, Eccellenza, che non riesco a
seguirla”.

Fu anche promulgata la ormai famosissima Legge
“NonMiFreghiMaiPiù”, attraverso la quale una simpatica
combriccola di sedicenti “Imprenditori IT”, da decenni avvezzi
a vincere gare al massimo ribasso rifilando “sole”
(testualmente, nel manoscritto) alle care vecchie “stazioni
appaltanti”, fu letteralmente sgominata e riconvertita a più
sani esercizi manuali di raccolta di pomodori nell’agro
lazio-campano e dalle parti del Salento.
Al noto “Codice dell’Amministrazione Digitale” furono
finalmente aggiunte le doverose postille circa il “cosa di poco
bello dal punto di vista occupazionale e giudiziario ti potrà mai
succedere, o mio caro, se non darai seguito a queste norme”.

Venne inoltre severamente perseguito il reato di “istituzione di
un tavolo”, con particolare riferimento ai temi
dell’e-government e della sanità elettronica. Chiunque fosse
stato sorpreso a parlare per più di venti minuti intorno a
“condivisione degli obiettivi coi principali stakeholder,
finalizzata alla ricerca di una convergenza sulla piattaforma”
veniva immediatamente sottoposto a trattamento sanitario
obbligatorio o, a scelta, rinchiuso a Castel Sant’Angelo. “

… omissis …

“Fu da questo insieme di piccole grandi misure che ebbe inizio
quella che gli storici chiamano “La Svolta”.
Per incanto, ma mica poi troppo, la spesa pubblica subì una
contrazione di dimensioni paragonabili alle ormai dimenticate
“manovre”. E la semplificazione introdotta grazie alla
digitalizzazione coatta generò benefici alle imprese in misura
così grande da far persino dimenticare quel boccone amaro e
indigesto chiamato IRAP.
Improvvisamente, frotte di funzionari e dirigenti ministeriali,
regionali e comunali corsero ad acquistare tablet touch screen di
ultimissima generazione, in una lotta spasmodica all’ultima
App.
L’Ufficiale di Stato Civile di Roncofritto venne elevato agli
onori della cronaca allorquando apostrofò su Facebook il suo
collega di Roccacannuccia: “Embè? Ti ho mandato tre minuti fa
via mail la pratica di cambio di residenza di Persichetti Romolo.
Perché non mi hai ancora risposto?”

Fino a quando, in una notte di plenilunio, sulla scalinata del
Viminale fu distintamente riconosciuto un temutissimo Prefetto sino
ad allora famoso per essersi strenuamente battuto in difesa del
“Dio Faldone”, nell’atto di ululare a squarciagola: Stay
hungry, Stay foolish!”

Ecco: vorremmo che accadesse così.
Buon lavoro, Presidente. Buon lavoro, Ministri!

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