IL PROGRAMMA

E-procurement, il digitale porta l’Italia sul podio europeo

Il programma di appalti pre-commerciali del Miur e Agid rappresenta una della azioni più rilevanti di “demand driven innovation” nella Ue. Consultazioni di mercato per un valore di 53 milioni. Mauro Draoli: “Trasparenza e partecipazione le chiavi di volta”

Pubblicato il 16 Gen 2018

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L’Italia best pratice europea sul pre-commercial procurement. Il programma nazionale di Appalti pre-commerciali (Pcp) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), gestito in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale e il supporto della Fondazione Ugo Bordoni, è una delle azioni più rilevanti di “demand driven innovation” in Europa.
L’Italia è infatti prima nella graduatoria dei Paesi Ue per capacità di attuazione di appalti pre-commerciali e e gli appalti del programma Pcp sono tra i più partecipati nel contesto comunitario.

“L’appalto pre-commerciale (Pcp) è una formula innovativa di acquisto sui temi di Ricerca e Sviluppo, che abilita il procurement a nuove modalità di relazione e confronto con il mercato – spiega in un post su Medium Mauro Draoli, Strategie di procurement e innovazione del mercato di Agid –  in linea con le grandi sfide poste da una Pubblica amministrazione moderna”.

A raccontare il successo sono i numeri: nel 2017 le consultazioni di mercato sono state 19, spalmate su 25 tematiche con un valore complessivo circa 53 milioni di euro. Le manifestazioni di interesse sono state circa 1500 e hanno coinvolto oltre mille operatori (70% impresa, 20% Università ed enti di ricerca, 10% PA, Fondazioni, Onlus, etc), di cui il 43% costituito da start-up e piccole e medie imprese.

Tre le procedure che hanno realizzato più valore c’è quella di “Early warning”, dedicata alla creazione di soluzioni innovative in tema di Protezione Civile e soccorso pubblico, e “Tecnologie per l’autismo” per individuare prodotti, servizi o processi per tecnologie di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata dedicate al trattamento dell’autismo: le due procedure, da sole, hanno generato valore per oltre 12 milioni di euro su un budget di 100 milioni di euro.

Rispetto al budget in dotazione, 76 milioni di euro sono assegnati a 30 beneficiari che rispondono ad aggregazioni di oltre 200 amministrazioni (dai Comuni agli Ospedali, alle aziende sanitarie e la Protezione civile, etc). Il programma affronta temi di notevole impatto sociale e innovazione pubblica: dall’autismo alla protezione dei rischi ambientali, alla sicurezza e la qualità degli alimenti fino a soluzioni tecnologiche innovative applicate all’assistenza sanitaria e all’e-government. Grazie ad una metodologia partecipata, le consultazioni di mercato sono pubbliche e trasparenti.

“Grazie ad una metodologia partecipata, le consultazioni di mercato sono pubbliche e trasparenti– puntualizza Draoli – Tutti gli atti e le registrazioni delle consultazioni sono online; pubblico e trasparente è l’elenco degli operatori che manifestano interesse e ampia e diversificata è la divulgazione alla partecipazione (dai canali ufficiali della Gazzetta ufficiale europea a mailing list, siti e social istituzionali).

Con questo programma Miur ed Agid stanno realizzando, con una azione dal basso, un “sistema istituzionale” che muove l’innovazione a partire dai bisogni concreti delle amministrazioni e sperimenta una metodologia di gestione strategica e di stimolo alla ricerca e all’innovazione per un mercato competitivo sulla qualità.

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