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Brunetta battezza il sito sulla riforma della PA. E i cracker partono all’attacco

I tecnici di Palazzo Vidoni al lavoro per renderelo nuovamente operativo. Il portale www.riformabrunetta.it seguirà passo dopo passo il percorso di attuazione della riforma a firma del ministro per la PA e Innovazione

16 Nov 2009

Ventimila utenti unici già nelle prime ore di vita. Sono quelli
che hanno visitato www.riformabrunetta.it., il portale che seguirà
passo passo le novità della riforma della Pubblica
amministrazione, prima che venisse oscurato a seguito di un attacco
hacker.
A partire dall’una del pomeriggio è stato infatti attaccato
senza sosta da un gruppo di cracker (quella particolare categoria
di hacker che mira a distruggere o comunque a rendere inagibile un
determinato sito Internet) e ancora adesso i tecnici di Palazzo
Vidoni sono al lavoro per garantire nel più breve tempo possibile
il ripristino delle funzionalità del Portale. Sulla vicenda il
ministro Renato Brunetta ha annunciato una circostanziata denuncia
alla Polizia postale.

Nel presentare il sito questa mattina a Palazzo Chigi il ministro
Brunetta aveva ribadito che "per la prima volta nella storia
repubblicana grazie anche all'Ict, una legge viene messa sotto
un monitoraggio costante. Si è deciso di affiancare a una riforma
un portale, www.riformabrunetta.it che dia conto, accompagni e
contribuisca all'implementazione della riforma stessa. Il
portale lo stiamo sperimentando, è già aperto e costituito. con
questo portale – ha aggiunto – vogliamo dare conto dello stato di
implementazione della legge con aggiornamenti settimanali. Daremo
conto del dibattito su cosa funziona e su cosa non
funziona".

Brunetta ha auspicato anche una partecipazione diretta
all'iniziativa da parte di tutti gli stakeholders nonché dei
sindacati, dei dirigenti e dei dipendenti."Il sito consentirà
di seguire una norma passo passo in modo da poter renderne conto.
Mi sono impegnato a fornire un rapporto semestrale al Parlamento
sullo stato di attuazione della riforma. Mi sono inoltre impegnato,
se necessario, ad apportare delle modifiche dal decreto per
superare eventuali problemi che dovessero sorgere".