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Bruxelles promuove l’e-gov made in Italy

Il ministro Brunetta: “Per la Commissione europea il nostro Paese è all’avanguardia”. Atteso per martedì prossimo l’ok del Consiglio dei ministri al nuovo Cad

16 Dic 2010

Bruxelles “premia” l’e-gov italiano. A comunicarlo il
ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, intervenendo al
convegno di Confindustria “Se l’Italia punta sull’Ict”, nel
quale ha anche illustrato lo stati di avanzamento del Piano e-Gov
2012.

“Sono lieto di comunicarvi – ha detto il ministro – due
importanti risultati che dimostrano l’efficacia della nostra
strategia per la digitalizzazione dei processi interni delle
pubbliche amministrazioni, il miglioramento dei servizi pubblici
online e la riduzione dei tempi e degli oneri per cittadini e
imprese. Nel confronto europeo la Commissione riconosce infatti che
siamo tra i Paesi con le migliori performance per l’e-Government:
primi per disponibilità e secondi per qualità dei 20 servizi
online base. A livello italiano, invece, il prossimo 20 dicembre
presenteremo la mappatura su base territoriale dello stato di
attuazione di tutte le iniziative del Piano e-Gov 2012”.

Entrando nel dettaglio, Brunetta ha ricordato come l’European
e-Government Benchmarking 2010 consideri 5 diversi livelli di
sofisticazione: disponibilità online delle informazioni sulle
procedure, possibilità di inviare o ricevere dati online,
possibilità di inviare e ricevere dati online, possibilità del
pagamento online, completa automatizzazione dei servizi online con
conseguente eliminazione del back-office. “Applicando questa
metrica – ha spiegato – la Commissione riconosce l’Italia come
uno dei Paesi con le migliori performance per l’e-Government. Ci
colloca infatti al primo posto (insieme a Svezia, Austria,
Portogallo e Malta) per la disponibilità dei 20 servizi online
base e al secondo posto (insieme a Germania, Svezia e Portogallo)
per il livello della loro qualità: la gran parte di questi ha
infatti raggiunto il quinto e ultimo livello di sofisticazione,
quello dell’automatizzazione e personalizzazione del
servizio”.

Quanto all’Atlante 2010 dell’e-Gov che verrà presentato la
prossima settimana, il ministro Brunetta ha anticipato che si
articola in due distinti volumi. Il primo si compone di 9 capitoli
e analizza il livello di diffusione/utilizzo dei nuovi servizi (in
particolare nei settori sanità, scuola e università,
infomobilità, giustizia, imprese e lavoro), presentandone un
quadro settoriale articolato su base locale. Il secondo contiene
invece 21 schede finalizzate a presentare, regione per regione, lo
stato di avanzamento di ciascuna sezione tematica.

La giornata del ministro Brunetta non si è conclusa in
Confindustria. Nel pomeriggio il ministro ha firmato l'intesa
sull'e-gov con il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci.
L'evento è stato l'occasione per annunciare novità sul
Cad. "Il Codice dell'amministrazione digitale sarà
approvato martedì prossimo in Consiglio dei ministri", ha
detto il ministro. 

Il Cad doveva essere approvato lo scorso 30 novembre ma il Cdm, in
quell'occasione, aveva avviato un nuovo esame del decreto
legislativo. Il nuovo Cad integra e aggiorna il vigente Codice
dell'amministrazione digitale, emanato nel 2005, al fine di
traghettare la pubblica amministrazione nell'era del digitale.
Il decreto, che era stato approvato in via preliminare a febbraio
2010, ha subito una serie di modifiche apportate con un passaggio
al Consiglio di Stato e dopo l'approvazione delle commissioni
parlamentari. La possibilità di riformare il Cad è stata
assegnata al governo attraverso una delega della legge 69 del 2009
che prevede, tra l'altro, sanzioni per le pubbliche
amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del
codice.

Per quanto riguarda il protocollo con la Sardegna, infine, ricalca
quello già siglato con altre Regioni. Sul piatto Pec, Voip e
sanità digitale. "La Sardegna è una regione
all'avanguardia per lo sviluppo della banda larga – ha
sottolineato Cappellacci – questo protocollo rappresenta non un
punto d'arrivo ma un punto di partenzae mira a semplificare e a
combattere fenomeni che gettano un cono d'ombra sulla pubblica
amministrazione come la corruzione".

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