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Codice amministrazione digitale: la riforma entra nel vivo

“In pochi mesi pronte le nuove regole”. Parola di Renzo Turatto, capo del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’Innovazione della Presidenza del consiglio dei ministri

09 Ott 2009

“Abbiamo una delega dal Parlamento per riformare il Codice
dell’amministrazione digitale e contiamo in pochi mesi di dare
stabilità e quadro organico e razionale al sistema”. Lo ha
annunciato a Capri, in occasione del convegno Between “La banda:
tra l’uovo e la gallina”, Renzo Turatto, capo del Dipartimento
per la digitalizzazione della PA e l’Innovazione della Presidenza
del consiglio dei ministri.

“La funzione di regolazione nel campo dell’egov è molto
fragile. Il codice dell’amministrazione digitale a quattro anni
dalla sua approvazione è ancora pieno di “varchi”, di punti di
fragilità. E in un sistema di regole fragili gli amministratori
pubblici tendono a rimandare gli investimenti in attesa di regole
chiare”. Riguardo al Piano egov 2012 Turatto ha ricordato che è
in corso la revisione dell’iniziativa. “Dobbiamo cambiare
strada – ha detto Turatto -. In Italia bisogna fare i conti sia
con il fatto che a fronte delle risorse infrastrutturali già in
campo non si sono sviluppati adeguati servizi sia con la scarsa
disponibilità di risorse economiche pur a fronte di grandi
potenzialità di sviluppo dell’innovazione”.

Secondo il capo dipartimento il 50% delle PA già è connessa alla
banda larga “eppure ciò non ha sortito la messa a punto di
servizi evoluti al cittadino se non in pochi casi. Per non parlare
delle inefficienze. E il fatto che i cittadini italiani non usano a
sufficienza la rete non è una buona ragione per non sviluppare
servizi”. Fra le iniziative in campo che mirano a “forzare la
PA a passare al mondo digitale”, c’è il programma Pec. “Ci
sono due iniziative normative: la prima, dal mese prossimo, punta a
intercettare 2 milioni di professionisti, Dal 2011 la Pec sarà
allargata a tutto il sistema delle imprese”.

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