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Contro la burocrazia basta l’e-mail

La casella di posta elettronica contro le lungaggini amministrative

19 Apr 2010

Sostiene Berlusconi: “Occorre liberare i cittadini e le imprese
dall’oppressione della burocrazia, dall’oppressione fiscale e
giudiziaria”. Limitiamoci, alla burocrazia. Si fa presto a dire
“oppressione”. Che cosa vuol dire? Ce n’è troppa? Ha troppo
potere? Lo esercita arbitrariamente? Un cittadino si recò al
Comune di Andria per chiedere un certificato importante. Compilò
il modulo di richiesta, lo firmò e ricevette una copia timbrata
dall’impiegato a riprova della richiesta. “Torni fra 30
giorni” gli dissero. Il nostro lettore nel frattempo ebbe dei
seri problemi ed è potuto tornare solo ad aprile, cioè dopo 120
sovrabbondanti giorni. Il certificato non era pronto e avevano
perso il modulo della richiesta. A lui il certificato serviva
urgentemente. Rinnovata, anzi comprovata la precedente richiesta,
grazie al modulo in diligente possesso, gli fu ripetuto: “Torni
fra 30 giorni”. Il Nostro non ebbe dubbi:”Non mi muovo da qui
finché non mi date il certificato”. Dopo cinque ore, le 644
parole che compongono il certificato furono stampate, al ritmo
medio d’una parola ogni 28 secondi, ma probabilmente più tempo
occorse per i sacri timbri e le dovute firme del dott.dir.gen. ecc.
ecc. di fantozziana memoria. Tutto questo nel 2010, ai tempi in cui
una mail basterebbe a documentare una richiesta e un’altra
sarebbe sufficiente per rispondere e soddisfare il cittadino,
allegandogli un papiello senza troppi fronzoli, tutto questo nel
2010, non richiede altra riforma che mandare a casa i dirigenti
incapaci. Si continua a blaterare d’impiegati fannulloni. Se si
fa la guerra senza sapere chi è il nemico, la conclusione è
scontata.

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