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Decreto sviluppo: chi si rivede, la carta d’identità elettronica

Torna la card dotata di chip per l’identificazione degli italiani (a partire dal 15esimo anno di età). Nel provvedimento approvato oggi dal governo anche disposizioni in materia di digitalizzazione della PA. Obbligo di refertazione e pagamenti online per le aziende sanitarie

05 Mag 2011

Passa anche per l’innovazione la strategia di sviluppo messa in
campo dal governo. Nel decreto legge in materia di “Misure
urgenti per lo sviluppo” sono previste disposizioni in materia di
innovazione e digitalizzazione che riguardano soprattutto la carta
di identità elettronica (Cie), che diventa documento obbligatorio
di identificazione.

“Il suo processo di emissione è finalizzato a semplificare
l’intero sistema del rilascio e a ridurre i costi – ha spiegato
il ministro Brunetta in conferenza stampa – sfruttando le
potenzialità offerte dall’esistente sistema di interconnessione
anagrafica tra i Comuni e il Centro nazionale servizi demografici
del ministero dell’Interno”.

In particolare si prevede il mantenimento delle caratteristiche
proprie delle carte valori per la Cie e la sua unificazione, anche
progressiva, con la tessera sanitaria. La disposizione inoltre
aggiorna e integra l’articolo 3 del Testo unico delle leggi di
Pubblica Sicurezza contenuto nel regio decreto n.773 del 18 giugno
1931. In particolare viene soppresso il limite di età di rilascio
della carta d’identità (attualmente fissato in 15 anni),
analogamente a quanto previsto dalla disciplina sul passaporto.
Vengono anche fissate le nuove durate di validità della carta di
identità: 3 anni per i minori di 3 anni, 5 anni nella fascia di
età 3-18 anni, 10 anni per i maggiorenni. Si stabilisce inoltre
l’obbligo di rilevamento delle impronte digitali per i minori a
partire dai 12 anni di età (in ottemperanza a quanto previsto dal
Regolamento Ce n. 444/2009 del 6 maggio 2009) e vengono
disciplinate le modalità di espatrio del minore di 14 anni munito
di carta d’identità.

Le aziende sanitarie sono infine tenute ad adottare le procedure
telematiche per consentire i pagamenti online e la consegna per via
telematica (web, Pec e altro) dei referti . Viene comunque fatto
salvo il diritto del cittadino di ottenere anche a domicilio copia
cartacea del referto elettronico.