Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Fiom-Cgil: “In Lombardia l’Ict affonda”

Il sindacato attacca la Regione: “Ci sono 3mila posti a rischio sul territorio, a marzo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo sulle Tlc ma l’assessore Gibelli non ci convoca”

25 Lug 2011

"La Regione Lombardia continua ad annunciare investimenti e a
pubblicizzare lo stanziamento di fondi per rilanciare
l'economia e l'industria lombarda. L'ultimo di questi
proclami è stato fatto oggi pomeriggio. Ma la situazione sul
territorio continua a restare gravissima ". Lo dichiara la
Fiom Lombardia in un comunicato stampa.

"E' particolarmente preoccupante la situazione del settore
Ict lombardo che sta andando verso la distruzione – dice Mirco
Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia – Questo sta
accadendo senza che la Regione accetti un incontro con il
sindacato. La Fiom Cgil ha ricordato più volte, nei mesi scorsi,
che ci sono 3mila posti a rischio nelle aziende del comparto Ict
lombardo. Le situazioni più critiche riguardano Nokia Siemens,
Alcatel, Italtel, Sirti, Jabil e Linkra".

"All'inizio di marzo di quest'anno – ricorda Rota –
abbiamo chiesto all'assessore all'Industria della Regione
Lombardia Andrea Gibelli la convocazione urgente di un tavolo per
discutere della difficile situazione della settore delle
Telecomunicazioni. Ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta.
Gibelli, infatti, rifiuta di incontrare il sindacato e intanto va
in Brasile, annunciando accordi per il rilancio dell'economia
lombarda. Due settimane fa è anche stato firmato un accordo tra
Regione Lombardia e Governo per lo stanziamento di 121, 5 milioni
di euro (62,5 a carico della Lombardia) per promuovere iniziative
di ricerca industriale, sviluppo, alta formazione in diversi
settori tra cui anche quello Ict".

"Ma dove vanno a finire tutti questi soldi? Una domanda che
sorge spontanea alla luce delle condizioni in cui si trovano molti
lavoratori. Come i dipendenti di Jabil e Nokia Siemens di Cassina
de' Pecchi che da una settimana sono in presidio davanti al
cancello della loro fabbrica per impedire che la dirigenza
smantelli il materiale e svuoti l'azienda. Non stanno meglio i
dipendenti di Sirti, a causa degli esuberi annunciati e nemmeno
quelli di Italtel. A parole c'è uno stanziamento di
investimenti enorme – dice Rota – che dovrebbe servire ad aiutare
nel concreto le aziende e i lavoratori, risolvendo le crisi in
corso. Ma noi questi risultati non riusciamo proprio a
vederli".

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link