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Gare telematiche per E-gov 2012

Anche Consip in campo per l’attuazione del Piano di Brunetta
L’Ad Broggi: “Pronti a mettere a disposizione il know how per i progetti più abilitanti”

20 Apr 2009

«Stiamo lavorando con il ministro delle Pubblica amministrazione e
Innovazione Renato Brunetta per aprire una fase di collaborazione
su alcuni dei progetti previsti da E-Gov 2012 e che Consip ritiene
maggiormente abilitanti per la Pubblica amministrazione». A
rivelarlo Danilo Broggi, amministratore delegato di Consip, la
società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze
che gestisce le procedure di acquisto di beni e servizi da parte
della PA.
Quali sono questi progetti?
Stiamo ancora trattando i dettagli delle collaborazione con il
ministero. Quello che posso dire è che Consip metterà a
disposizione il suo know how per fare in modo di raggiungere gli
obiettivi previsti dal Piano nei tempi stabiliti.
Il piano prevede lo sviluppo di servizi dove le Tlc giocano
un ruolo fondamentale. Quale è il ruolo di Consip negli acquisti
delle PA in questo settore?

Le Tlc rappresentano una parte corposa del nostro sistema di
acquisti: la PA spende ogni anno circa 2 miliardi di euro per
l’acquisto di beni e servizi di comunicazione gestiti via
e-procurement da Consip. Gli strumenti che mettiamo a disposizione
sono le convenzioni e il Mercato elettronico della PA (Mepa).
L’utilizzo di questi strumenti determina notevoli risparmi
nonché benefici in termini di innovazione di prodotto. Basti
pensare all’introduzione del Voip nella telefonia fissa.
Quanto risparmia la PA dall’acquisto di servizi di Tlc
tramite e-procurement?

Rispetto ai prezzi medi applicati alla PA nelle ultime convenzioni
abbiamo ottenuto un risparmio del 62% per quel che riguarda la
telefonia mobile, il 46% per i servizi di fonia dati e il 42% per
la telefonia fissa e le connessioni Ip. Le riduzioni sui prezzi di
acquisto generano un risparmio potenziale – ovvero quello che si
otterrebbe nel caso tutte le PA acquistassero con Consip – di 800
milioni di euro. Su questo dato incidono, oltre ai risparmi diretti
di chi acquista in convenzione Consip, i risparmi indiretti, grazie
ad un forte effetto benchmark: ossia il fatto che i prezzi ottenuti
dalle amministrazioni che acquistano autonomamente si allineano a
quelli della convenzione Consip. Ne è un esempio la centrale
acquisti dell’Emilia Romagna, IntercentER, che con la sua recente
convenzione si è allineata ai prezzi della convenzione Consip,
Telefonia mobile 4.
Lei parla di risparmi potenziali. Non tutte le
amministrazioni si sono “convertite”
all’e-procurement?

In realtà la Finanziaria 2007 obbliga le PA centrali a fare
ricorso al sistema delle convenzioni Conisp o al Mepa per gli
acquisti di alcuni categorie merceologiche – le Tlc sono fra
queste. Le PA centrali rispettano la norma. Il dato interssante,
però, riguarda le pubbliche amministrazioni locali (Pal) che non
sono obbligate, ma che stanno dimostrando un interesse crescente
per l’e-procurement.
Per quale motivo?
Oltre ai risparmi derivanti dall’acquisto, le Pal economizzano
anche sulle procedure di gara che non è più necessario
attivare.
Che ruolo giocano le centrali di committenza nel sistema di
e-procurement di Consip?
Il ruolo delle centrali è strategico. Consip lavora sulle economie
di scala e queste strutture nascono appositamente per venire
incontro alle caratteristiche di queste economie, ma determinano
anche un ulteriore valore aggiunto nel processo di
approvvigionamento e di customer satisfaction.
Quale ad esempio?
Oltre alla riduzione dei prezzi di acquisto, grazie
all’aggregazione delle domanda delle amministrazioni, le centrali
operano a garanzia delle qualità dei contratti, soprattutto in
settori, come le Tlc, in cui c’è una notevole complessità nella
valutazione dei bisogni reali e nelle specifiche tecniche dei
prodotti. L’altra caratteristica riguarda l’innovazione di
prodotto: laddove la tecnologia è in continuo cambiamento, la
centrale riesce a seguire con una certa rapidità le modifiche
tecnologiche, presentando alla PA un prodotto sempre
all’avanguardia.
Una sorta di trait d’unione tra PA e mercato,
quindi.

Esattamente. Operando in una logica di mediazione tra domanda
(della PA) e offerta (del mercato) la centrale garantisce che
l’innovazione passi dal mercato all’amministrazione pubblica,
andando ad efficientare tutti i processi e i servizi.