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Giustizia, 5,1 milioni per l’informatica. Cgil: “Bastano solo fino a maggio”

Le risorse per l’assistenza dei sistemi informativi e l’help desk detratte da spese di cancelleria e del personale. Ma il sindacato attacca: “Una variazione di bilancio che impatta negativamente sul funzionamento degli uffici”

13 Gen 2011

I soldi per l’assistenza informatica negli uffici giudiziario ci
sono. Sembra dunque essere rientrato l’allarme lanciato
dall’Anm, nei primi giorni di gennaio, sul possibile blocco
dell’attività giudiziaria causati appunto dal taglio dei fondi
per l’IT. Ad annunciare il ripristino dei fondi il
sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberta
Casellati
, rispondendo ad alcune interpellanze
parlamentari. “Le risorse – ha spiegato – sono state tratte dai
trasferimenti d'ufficio e formazione del personale, acquisto di
cancelleria, rimborsi a pubbliche amministrazioni per il personale
comandato per un ammontare complessivo di 5,1 milioni che hanno
permesso di limitare a soli tre giorni , dal 3 al 5 gennaio scorsi,
la sospensione dell'assistenza informatica nei tribunali e
nelle procure.

Le variazioni di bilancio compiute dal ministero della Giustizia
sono state “studiate – ha assicurato il sottosegretario – per non
determinare ricadute negative sulla funzionalità degli uffici
giudiziari”, tant'è che “gli stanziamenti dei capitoli
relativi alle spese di funzionamento degli uffici potranno essere
integrati, in corso d'anno, con riassegnazioni ammontanti
complessivamente a circa 25 milioni di euro, nonché
dall'ulteriore afflusso di risorse che proverrà dal fondo
unico giustizia”. Una soluzione che è stata il frutto di
“un'accurata analisi”, ha aggiunto il sottosegretario in
risposta a quelle che ha definito “sterili polemiche”.

L’annuncio non ha però soddisfatto la Cgil. Per Antonio
Crispi,
segretario nazionale Fp-Cgil, “la verità è che
il ministro Alfano per garantire la ripresa dell'assistenza
informatica ha dovuto fare una variazione di bilancio sottraendo
fondi al funzionamento della giustizia, e che questi fondi sono
sufficienti, più o meno, a garantire l'assistenza sino a
maggio”. “La verità -prosegue- è che la giustizia sta
precipitando in un buco nero senza risorse per il funzionamento
degli uffici, per l'informatica, e senza personale sufficiente
a tenere aperti gli uffici”.
“Il ministro Alfano in questi due anni ha operato un'azione
di progressiva distruzione della giustizia evidentemente eseguendo
le indicazioni del premier che considera la Magistratura una
‘patologia?”. conclude Crispi.

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